di Fabio Toni
Dopo i sei arresti compiuti nel pomeriggio di giovedì, al termine di un’indagine lunga e complessa, la convinzione degli agenti è di aver assestato un duro colpo ad un’organizzazione criminale di “trasferisti” dedita a rapine e truffe. L’ipotesi si regge sui precedenti, sulle modalità operative e su altri reati analoghi che ora sono al vaglio degli inquirenti. «Si tratta di un’importante operazione che ha permesso di sgominare una banda di rapinatori trasfertisti – ha spiegato il dirigente della squadra mobile di Terni, Francesco Petitti – Ora le indagini proseguono per verificare se gli arrestati siano responsabili di altri analoghi atti criminosi in provincia o in altre parti d’Italia».
Rapina sventata Gli arrestati sono quattro uomini originari di Napoli e due cittadini extracomunitari: un marocchino e un uomo di nazionalità albanese. L’obiettivo sfuggito al commando era quello di rapinare la filiale Carit numero 8 di via Donatori di Sangue. Dei quattro italiani, tre sono stati fermati nel piazzale antistante la banca, pronti a fare irruzione. Il quarto italiano (V.C. 47 enne di Napoli ma residente a Terni), considerato la ‘mente’ del gruppo, si era allontanato da Terni poco prima della rapina a bordo della propria auto. Gli agenti lo hanno rintracciato e arrestato a Otricoli dopo aver bloccato la strada con due camion messi di traverso sulla carreggiata. Gli altri due arrestati, extracomunitari residenti da tempo in città, avrebbero offerto un supporto concreto all’intera operazione, fornendo le auto necessarie e un rifugio sicuro al gruppo. In particolare l’arrestato di nazionalità albanese (V.K., 24 anni) era pronto a mettere a disposizione nuovamente la propria abitazione nel centro città, per offrire un nascondiglio e una base di appoggio sicura.
Pronti a colpire L’operazione della terza sezione della squadra mobile diretta da Francesco Petitti, è scattata un istante prima che i tre potessero entrare nella banca. Gli agenti hanno visto scendere due persone dall’auto, uno coperto da un berretto e un altro con una vistosa parrucca e il volto nascosto da un fazzoletto bianco. All’alt intimato dai poliziotti, i due si sono dati alla fuga prendendo direzioni diverse. Uno si è arreso dopo che un agente ha esploso un colpo in aria a scopo intimidatorio: disteso a terra è stato facilmente ammanettato. L’altro è stato bloccato poco distante dagli altri operatori della squadra mobile appostati in zona.
Il palo Il complice a bordo della seconda auto è stato fermato dagli altri agenti che avevano circondato il parcheggio. Il gruppo “operativo” era composto da G.R., L.E. e V.I., tutti originari di Napoli e di età compresa tra 32 e 48 anni. Quasi contemporaneamente le manette sono state strette intorno ai polsi dei due complici stranieri fermati investigatori nelle loro abitazioni.
Altre indagini Per nascondere il volto, i rapinatori avevano con sé parrucche, cappelli, occhiali da sole, guanti da lavoro e mascherine antismog. Gli agenti hanno sequestrato anche due piccole radio ricetrasmittenti, due taglierini e una replica della pistola automatica “Beretta 92” priva di tappo rosso. Per una settima persona sono ancora in corso verifiche al fine di accertare se anch’essa abbia fornito un supporto ai malviventi. Nella serata di giovedì i sei arrestati sono stati trasferiti nel carcere di vocabolo Sabbione a disposizione del pubblico ministero Elisabetta Massini che ha coordinato le indagini.


