di M. To.
Superconti dovrà rispettare gli accordi con il Comune di Terni e acquistare l’ex mercato coperto. E versare nelle casse comunali quasi 7 milioni e mezzo. A stabilirlo è stato il Tar dell’Umbria.
Superconti La sentenza mette un punto fermo da una annosa polemica, inziata con la decisione, da parte del Comune, di alienare la proprietà e con la conseguente offerta di acquisto presentata dell’azienda ternana operante nel settore della Grande distribuzione organizzata, che aveva anche preparato uno splendido progetto di restauro e riuso dell’immobile.
La storia Il 6 novembre del 2008 venne bandita un’asta pubblica per l’alienazione della struttura, che fu aggiudicata, il 18 settembre del 2009 a Grandi Magazzini Superconti, unica partecipante alla gara, che aveva offerto 8 milioni e 151mila (la base d’asta era di 5 milioni e 200mila). Superconti versò un anticipo di un milione di euro e si stabilì che il contratto definitivo si sarebbe dovuto firmare entro il 31 dicembre 2011.
Gli ostacoli Superconti, poi, aveva rappresentato al Comune una serie di ragioni ritenute ostative alla stipulazione, tra cui la pendenza di contenzioso tra l’amministrazione comunale e gli operatori commerciali esercenti all’interno del mercato, oltre che la mancata comprova del diritto di proprietà del Comune su alcune particelle catastali. Il 30 dicembre 2011, poi, Superconti aveva ravvisato un ulteriore elemento ostativo connesso alla presenza nel sottosuolo di vari servizi a rete con correlate servitù.
La rottura Il 3 agosto 2012, infine, Superconti, confermando la sussistenza di ragioni impeditive, ha provveduto a dichiarare unilateralmente risolto l’accordo; iniziativa che il Comune aveva contestato – e che ha portato al ricorso al Tar – chiedendo anche un risarcimento per i mancati introiti degli oneri di urbanizzazione (stimati in un milione e 146mila euro), al ritardo nel pagamento del corrispettivo pattuito per la cessione, alle spese inutilmente sostenute per le trattative e per rendere la nuova struttura in largo Manni idonea alla nuova funzione (stimati in un milione e 368mila euro), ai maggiori oneri sopportati per far fronte alle spese correnti tramite l’anticipazione di cassa (pari a circa 129mila euro), oltre al danno di immagine connesso al degrado dell’area interessata.
Il Tar Per i giudici del Tribunale amministrativo regionale – presidente Cesare Lamberti, consigliere Stefano Fantini, primo referendario ed estensore Paolo Amovilli – «risulta del tutto ingiustificata la dichiarazione unilaterale di scioglimento dell’accordo e la rottura delle trattative da parte della Superconti, alla stregua di un inesistente ‘ius poenitendi’ dissimulato mediante comportamenti dilatori per non dire capziosi».
La sentenza Considerata «la perdurante efficacia dell’accordo sottoscritto il 30 dicembre 2010 tra le parti» il Tar riconosce «la sussistenza dell’obbligo in capo alla Grandi Magazzini Superconti di acquistare dal Comune di Terni il diritto di proprietà dell’immobile, unitamente al diritto di superficie del relativo sottosuolo per la durata di anni 50», subordinatamente «al pagamento del prezzo pari a 7 milioni e 351mila euro al netto dell’anticipo di un milione già versato». Inevitabile pensare che della cosa si dovrà occupare il Consiglio di Stato.
