L'ospedale di Terni

di F.T.

Per i familiari, si sarebbe potuto e dovuto fare di più. In primis riconoscere la vera causa di quel malessere che il 5 giugno di un anno fa aveva portato Maria Luchici a rivolgersi prima al pronto soccorso di Narni e poi all’ospedale di Terni. Il giorno dopo il ricovero, la donna – 58 anni – è deceduta a causa di una ‘meningite acuta purulenta’. E ora i figli chiedono giustizia.

La storia Il 5 giugno del 2013 la donna, originaria della Romania, arriva al pronto soccorso dell’ospedale di Narni in stato catatonico. Da lì viene subito mandata a Terni per i necessari accertamenti: dall’ecografia alla Tac dell’addome e del cranio, fino alla visita neurologica specialistica. Risultanze in mano, per i medici si tratta di un «problema organico neurologico o metabolico». In base a questa diagnosi, in tarda serata la donna viene ricoverata nella clinica medica del Santa Maria. Le sue condizioni, però, peggiorano con il passare delle ore tanto che il mattino seguente, alle 7 e 45, va in arresto cardiaco. Il decesso avviene un quarto d’ora dopo: inutile ogni tentativo di salvarla.

La perizia Superato il comprensibile disorientamento, i familiari – in particolare i due figli della donna – decidono di andare a fondo e vederci chiaro. Si rivolgono a un legale, l’avvocato Fabio Lancia, e nominano un perito di parte che prende in esame la cartella clinica ed elabora un giudizio netto: la donna è morta per una «meningite acuta purulenta non diagnosticata». In particolare, secondo il medico legale, non è stato effettuato alcun prelievo di ‘liquor’ che avrebbe svelato la vera origine del malessere – la meningite ormai in fase acuta -, base per attuare quelle cure che avrebbero potuto salvarle la vita.

Risarcimento Nei giorni scorsi il legale dei familiari ha inviato una lettera di diffida e messa in mora all’azienda ospedaliera. A questa, seguendo la prassi legale, farà seguito una richiesta di risarcimento danni dettagliata – che si preannuncia consistente – e la citazione di fronte al tribunale civile di Terni. In attesa che anche l’ospedale compia i propri passi.

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