di Massimo Colonna
«Su nel paradiso, lasciala andare per le tue montagne». Sulle note del canto popolare ‘Signore delle cime’, il Club Alpino Italiano ha dato l’ultimo saluto a Bianca Panzarino, la donna di 40 anni morta all’ospedale di Terni in seguito alla caduta dalla parete di arrampicata di Ferentillo, venerdì sera. Così la città ha salutato per l’ultima volta Bianca.
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Ferita profonda «E’ una ferita profonda – ha spiegato padre Massimo Massimi nella gremita chiesa di San Giuseppe Lavoratore, nel quartiere Cospea – soprattutto per i parenti di Bianca, la mamma Elena e i fratelli Lucia e Domenico. E’ un dolore che però ci porta frutti: perché intanto ci ha radunati qui, e noi siamo qui non per la morte, per per l’amore che proviamo per Bianca; e poi perché molti di noi si credono immortali, invece siamo vasi di creta.
I simboli sul feretro Accanto al feretro, ricoperto di rose bianche, un piccone da arrampicata e una corda. «Stanno a simboleggiare – ha spiegato padre Massimo – la croce di Cristo e la resurrezione, con la corda sistemata a forma di ‘otto’. Quella di Bianca è una vita che si trasforma, ma non finisce».
Le parole di Chiara Bianca era solita andare spesso ad Assisi. «E allora – ha spiegato padre Massimo – vogliamo ricordarla anche con le parole di Chiara d’Assisi, che disse, sempre in riferimento alla strada, al sentiero che anche Bianca più volte si è trovata davanti: ‘Parti sicura lungo la tua vita, hai una buona guida lungo la tua strada’. Questo è il messaggio di Chiara».
