di F.T.
Fino all’approccio era andato tutto bene. Poi una volta a casa, qualcosa è andato storto e la serata ha preso una brutta piega. Tanto brutta che la vicenda, che risale al giugno del 2010, è finita in tribunale dove il giovane ‘adescato’, 25enne di nazionalità rumena, deve difendersi dalle accuse di rapina, estorsione e lesioni personali.
La storia Passare una serata ‘frizzante’, diversa dal solito. Meglio ancora se ci si ritrova in tre. Spinti dalle fantasie, due giovani – un italiano e un suo amico rumeno – erano andati a ‘caccia’ nella zona della stazione. Forse sapevano già chi contattare. Alla fine se lo sono trovati davanti, carino e a quanto pare disponibile. Quattro chiacchiere, un cenno d’intesa e via di corsa a casa. Il ‘trio’ però si è rivelato più pericoloso del previsto.
La lite Tutto sembrava filare liscio. Poi l’intoppo: forse una parola di troppo, l’accordo ‘salta’ e scoppia la lite. Il giovane coinvolto nel ménage à trois rivela la sua vera natura. A farne le spese è il ragazzo italiano, preso a pugni. Il tipo gli ruba anche le chiavi dell’auto e scappa verso Roma. Il giorno dopo si rifà vivo: «Se non mi dai 150 euro, l’auto non la rivedi più». La vittima gli dà retta, poi dopo la consegna dei soldi va in questura e lo denuncia. Lì lo riconosce anche fra le foto segnaletiche mostrate dagli agenti.
Il processo Martedì mattina davanti al collegio penale del tribunale di Terni si è tenuta la prima udienza pubblica del processo che vede imputato il 25enne, difeso dall’avvocato Francesco Standoli del foro di Terni. Dopo la definizione di alcuni aspetti preliminari relativi alle prove testimoniali, il procedimento è stato aggiornato al prossimo 1° luglio per le prime deposizioni.
