di F.T.
Ville costruite violando le normative ambientali, edilizie e urbanistiche. Secondo la procura sarebbero almeno una decina e tutte sul territorio del comune di Polino. L’indagine, coordinata dal sostituto procuratore Elisabetta Massini, non è nuova: i primi tre avvisi di garanzia, destinati ad altrettanti amministratori del piccolo comune montano, erano partiti lo scorso maggio. Col passare del tempo, l’inchiesta si è estesa al punto da coinvolgere circa quindici persone fra amministratori, progettisti e proprietari dei lotti da edificare. I reati ipotizzati vanno dall’abuso di ufficio, falso in atti pubblici, lottizzazione abusiva, abuso edilizio e deturpamento paesaggistico.
Indagini e rischio demolizioni Ad agitare le acque è stata la ‘visita’, recente, degli agenti del nucleo investigativo della Forestale di Terni, insieme agli uomini del comando stazione di Arrone, all’interno del comune di Polino. Obiettivo: acquisire altre carte utili ai fini dell’indagine. Sotto la lente di ingrandimento, oltre agli atti amministrativi in favore degli acquirenti, ci sono finiti anche i bilanci comunali e la destinazione delle somme percepite. Come se non bastasse, dal comando provinciale del corpo forestale dello Stato si lascia anche trapelare la possibilità che vengano demolite tutte le costruzioni già realizzate e ritenute abusive.
La storia Secondo gli investigatori, il comune di Polino avrebbe venduto alcuni lotti di terreno in zone montane, consentendo l’edificazione di una decina di villette in altrettante aree ritenute ‘ad alto valore paesaggistico ambientale’. Spazi verdi e boschivi già in parte compromessi dalle costruzioni autorizzate in passato e sottoposti al vincolo di ‘uso civico’, il cui godimento, cioè, spetta a tutti i cittadini che risiedono nel comune interessato. Il sistema avrebbe permesso di bypassare le normative urbanistiche che prevedono limitazioni stringenti per le nuove costruzioni in zona agricola, rendendo più ‘fluide’ le procedure. Si attendono ora nuovi sviluppi che potrebbero emergere dalle carte in possesso del pubblico ministero.

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