di Fabio Toni
Una modalità alternativa per scontare le condanne: svolgere lavori di pubblica utilità. L’Italia ci sta arrivando, anche se – strano a dirsi – con un po’ di ritardo rispetto ad altri paesi occidentali. A sostenere l’idea, gli ottimi risultati raggiunti, anche a Terni.
Alternativa Finora nel nostro Paese i lavori alternativi alla pena hanno riguardato quasi esclusivamente le persone condannate per guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di stupefacenti. Fra gli obiettivi c’è quello di estendere l’applicazione anche ad altri reati. A ciascun giorno di reclusione, corrispondono due ore di impiego in servizi di pubblica utilità. Una via alternativa che porta benefici a tutte le parti in causa.
Benefici per tutti Se svolge bene il compito che gli viene affidato, il ‘reo’ (ad esempio per guida in stato di ebbrezza) può ottenere l’annullamento della sanzione pecuniaria derivante dalla condanna penale, la restituzione del mezzo eventualmente confiscato e – in ultimo – il dimezzamento della sospensione della patente. Allo stesso modo, l’ente a cui viene affidato può contare su un’unità lavorativa in più. Ma non solo. Il lavoro rappresenta una reale opportunità di recupero, ‘empatica’ verrebbe da dire, specie se i compiti sono di una certa responsabilità e calibrati in base alle caratteristiche della persona.
L’intesa È un po’ quello che è accaduto attraverso la collaborazione instaurata fra Asl e tribunale di Terni. Nel 2011 i due enti hanno sottoscritto un protocollo, attivando un circolo virtuoso che in due anni ha coinvolto 77 persone. Venerdì mattina l’intesa è stata rinnovata per un altro biennio dal direttore dell’Asl2, Sandro Fratini e dal presidente del tribunale Girolamo Lanzellotto.
Esperienza positiva «Questa esperienza ha portato un valore aggiunto – spiega Piero Carsili, responsabile degli affari generali per la Asl – in quanto le persone sono state impegnate in numerosi ambiti, incluso quello dell’assistenza ai disabili. Il risultato in molti casi è stato straordinario, anche sul piano emotivo. C’è chi, dopo questa esperienza, ha voluto proseguire impegnandosi in prima persona come volontario. E se uno degli obiettivi principali dei lavori di pubblica utilità è quello del recupero da una situazione di potenziale disagio, possiamo dire che è stato assolutamente centrato».
Lanzellotto Stessa soddisfazione è stata espressa dal presidente del tribunale di Terni, Girolamo Lanzellotto: «A volte le convenzioni che firmiamo rimangono lettera morta. In questo caso – spiega – è accaduto l’esatto contrario. Grazie alla disponibilità degli addetti e delle stesse persone coinvolte, il progetto ha avuto un esito molto positivo. Per questo abbiamo voluta rinnovarlo in maniera ancor più convinta».
Gli accordi Oltre alla convenzione con l’azienda sanitaria, dal 2011 ad oggi il tribunale di Terni ha sottoscritto accordi dello stesso tenore con otto comuni del territorio: Acquasparta, San Gemini, Ferentillo, Giove, Narni, Penna in Teverina, Montefranco e Stroncone. A questo appello mancano due centri importanti come Terni e Amelia: «Stiamo lavorando per estendere il progetto – spiega Caterina Ottaviani, responsabile dell’area amministrativa del tribunale – perché siamo convinti che rappresenti una reale opportunità per tutti i soggetti coinvolti».
