di Fabio Toni
Con la messa in sicurezza della gru ormai quasi completata e diverse famiglie pronte a rientrare nelle proprie abitazioni, per i vigili del fuoco di Terni è tempo di stilare un primo bilancio dell’intervento che li vede impegnati da oltre 24 ore nell’area compresa fra via Buonarroti e piazza Dalmazia, teatro dell’incidente. A parlare è il comandante provinciale Michele Zappia.
LA MESSA IN SICUREZZA DELLA GRU: FOTO
‘Grazie’ «È stato un intervento decisamente difficile, complicato – spiega -. Se siamo riusciti a completarlo senza causare problemi ulteriori, il merito va alle splendide persone che o avuto la fortuna di coordinare, tutte disponibili e con grandi capacità professionali. Abbiamo avuto anche un po’ di fortuna che in questi casi serve sempre». Ai lavori hanno sempre preso parte due squadre del 115, oltre ai nuclei speciali: in totale circa quindici persone molte delle quali con competenze ultra-specialistiche.
L’inizio «Come prima cosa abbiamo messo in sicurezza le parti della gru crollata, posizionate in parte sull’edificio oggetto dei lavori di ristrutturazione e in parte sul tetto del palazzo di fronte. Abbiamo iniziato ‘tagliando’ le parti della gru con la fiamma ossidrica e sfilando dalle tettoie pezzo per pezzo. Poi, con l’aiuto di due autogru di grande portata, abbiamo iniziato la fase più delicata di tutte rappresentata dalla rimozione del contrappeso».
Difficoltà Il contrappeso, composto da blocchi di cemento e parti metalliche, pesa in totale fra le 120 e le 130 tonnellate. Numeri imponenti che hanno richiesto l’utilizzo di due autogru in grado di ‘dividersi’ il carico. «Il contrappeso era poggiato sulla facciata dell’edificio. Toglierlo da lì non è stato facile – ammette il comandante -. Fino a quando non lo abbiamo portato a terra (erano le 23 e 30 di mercoledì sera, ndR) siamo stati con il fiato sospeso perché un peso del genere, se fosse precipitato a terra, avrebbe sfondato il suolo finendo nei garage sottostanti e innescando un effetto domino disastroso».
Rischio «C’è stato un momento in cui abbiamo temuto il peggio. A un certo punto, durante la fase di trasporto a terra, i blocchi di cemento hanno iniziato a roteare. I gruisti però sono stati veramente bravi a condurre l’operazione e quando il tutto si è concluso, abbiamo tirato un grosso sospiro di sollievo. In questo momento c’è sicuramente grande soddisfazione per quello che siamo riusciti a fare». Ora non resta che procedere con la rimozione dei detriti e lo smontaggio completo della gru, con la tempistica che verrà scandita dall’autorità giudiziaria in base alle necessità investigative.
Confronti Al comandante chiediamo se sia stato l’intervento più complesso che abbia mai dovuto gestire da quando è a Terni: «È stato sicuramente difficile, ma ricordo ancora quanto abbiamo dovuto faticare per spegnere l’incendio alla Ecorecuperi di Vascigliano e anche ciò che siamo riusciti a fare durante l’alluvione nell’orvietano, con la messa in sicurezza di decine di siti. Il risultato però ci rende ancora una volta orgogliosi di appartenere a questo Corpo, da sempre vicino alla gente».
Possibili cause A Michele Zappia chiediamo se il nocciolo delle verifiche per accertare le cause dell’incidente, riguardi in particolare gli aspetti geologici del terreno su cui era poggiata la gru e la realizzazione del suo basamento: «Guardi – risponde – l’unica cosa certa e visibile è il cedimento che abbiamo riscontrato sulla piattaforma, con la presenza di una piccola voragine. Sul resto non mi esprimo. Perché le valutazioni sono tuttora in corso e perché prima di poter dire qualcosa con certezza, bisognerà smontare e rimuovere tutto».
Un ‘grazie’ va anche alle istituzioni: «Ci hanno supportato e hanno riconosciuto, dal sindaco agli assessori, il valore di quanto siamo riusciti a fare. Ieri a mezzanotte – non mangiavo dal mattino e la parte più complessa del lavoro l’avevamo appena terminata – uno di loro mi ha portato una pizza. Può sembrare nulla, ma per me è stato come mangiare il miglior pasto del mondo perché in quel gesto ci ho visto tanta riconoscenza». E chissà, magari anche un ringraziamento per il lavoro condotto dal comandante, che alcuni rumors danno in partenza da Terni per la fine dell’estate.
I ‘fuochi’ Sollecitato anche sui fuochi d’artificio inopportuni, sparati durante l’inaugurazione delle piscine dello stadio – a non più di 2/300 metri in linea d’aria dal luogo dell’incidente – Michele Zappia liquida il tutto con il consueto stile: «Non li abbiamo neppure sentiti», dice con un sorriso che significa tutto.
