Sono state rinviati a giudizio le tre persone indagate nell’ambito dell’inchiesta sul caso Alessandro Ridolfi, l’operaio di 42 anni originario di Arezzo che nel 2009 aveva lavorato nel cantiere per la realizzazione il tunnel Tescino della Terni-Rieti, la galleria dei veleni, trovandosi poi a vivere un incubo a causa di è stata diagnosticata come una dermatite corrosiva.
L’intervista ad Alessandro Ridolfi: video
La malattia: fotogallery
Caso Ridolfi: 3 rinvii a giudizio A deciderlo il gup di Terni Simona Tordelli che ha accolto parzialmente le richieste formulate in aula dal sostituto procuratore Elisabetta Massini che all’amministratore unico della Terni Rieti scarl, al direttore del cantiere e al responsabile del servizio di prevenzione e protezione contestava il reato le lesioni volontarie. Il giudice ha però derubricato il reato in lesioni colpose come aveva richiesto in subordine al non luogo a procedere il legale che difende i tre implicati, l’avvocato Luigi Latino.
La ‘galleria dei veleni’ Stando a quanto emerso delle carte dell’accusa i tre non avrebbero comunicato a Ridolfi, costituitosi parte civile e assistito dall’avvocato Roberto Alboni, che le infiltrazioni di acqua all’interno della ‘galleria dei veleni’ contenevano tra le altre cromo, mercurio, piombo e cadmio. L’operaio, secondo le indagini, avrebbe quindi lavorato a lungo all’interno del tunnel senza le dotazioni di sicurezza e protezione adeguate, tanto che la pelle dell’uomo sarebbe entrata a contatto con i liquidi causando una dermatite corrosiva che gli ha causato un’inabilità temporanea e un’invalidità del 20%.
