Il tribunale di Terni

di Fabio Toni

Nessuna opposizione alle richieste di costituzione. Così i familiari dei due operai deceduti e degli altri due gravemente malati, potranno esercitare l’azione civile. Il procedimento è quello relativo alle patologie che hanno colpito quattro operai dell’inceneritore Asm di Maratta, due dei quali deceduti nel giugno 2008 (il capoturno Giorgio Moretti) e nel gennaio dello scorso anno (il gruista Ivano Bordacchini). Nel corso dell’ udienza, il gup Pierluigi Panariello ha anche autorizzato le parti civili, rappresentate dagli avvocati Dino Parroni e Cristina Rinaldi, a chiamare in causa l’Asm come responsabile civile.

I dubbi I dubbi della procura riguardano la perizia svolta in fase di incidente probatorio. Secondo il pm Elisabetta Massini, che rappresenta la pubblica accusa, l’esame non avrebbe risposto a tutta una serie di quesiti fondamentali. In primis l’esistenza (o meno) di un collegamento fra le condizioni di lavoro all’interno dell’inceneritore e le patologie riscontrate nei lavoratori. Per questo il magistrato ha chiesto un’integrazione all’analisi svolta dai tre periti. Una richiesta su cui il giudice si esprimerà nella prossima udienza.

Coinvolti in dieci Il procedimento, ancora nella sua fase preliminare, coinvolge dieci persone fra dirigenti, tecnici dell’azienda e politici. Le accuse di omicidio colposo e lesioni gravi, sono collegate alla presunta mancanza di un’adeguata formazione e delle dovute cautele all’interno dell’impianto, nonostante la presenza di materiale cancerogeno