Bel colpo per la sezione antidroga

di F.T.

Un chilo di eroina e 200 grammi di cocaina, per un valore di mercato di circa 140 mila euro. Oltre a 35 mila euro in contanti, frutto di una sola giornata di ‘lavoro’. Il maxi sequestro è stato compiuto dalla sezione antidroga della squadra mobile di Terni, coordinata dal dirigente Francesco Petitti. In manette ci sono finiti due cittadini nigeriani di 33 e 32 anni. Denunciata anche la moglie del primo, 33enne nigeriana e madre di quattro bambini piccoli.

L’origine Il blitz è scattato in un appartamento di via Turati, tenuto d’occhio in seguito ad alcune segnalazioni. Lunedì 31 settembre gli agenti hanno visto due uomini, entrambi ternani e noti come tossicodipendenti, salire e scendere repentinamente dalla palazzina. Addosso avevano 5 grammi di eroina. Un segnale sin troppo chiaro che lì, in quella casa già visitata dalle forze dell’ordine in passato, il ‘giro’ non si era affatto fermato.

Perquisizione Subito sono partite le verifiche degli agenti. Inizialmente il 33 enne, già arrestato più volte in passato, li ha condotti in cantina ammettendo il possesso di una modesta quantità di cocaina. Tutto troppo facile. La perquisizione, condotta minuziosamente dagli uomini dell’antidroga, ha portato a scoprire quantità ben più consistenti: decine di ovuli in cantina, fra valige, vestiti e giocattoli. Altrettanti all’interno dell’appartamento, oltre ai soldi – tanti – nascosti nel sacchetto dell’aspirapolvere e in un marsupio.

L’arresto A quel punto sono scattate le manette ai polsi del 33enne, il cui ruolo è ritenuto centrale nel contesto dell’attività di spaccio. Stessa sorte per il complice 32enne, ospitato nella casa di via Turati ma residente fuori città. Solo lo status di ‘madre’ e l’età dei bambini ha invece salvato la donna, 33enne, da un arresto altrimenti sicuro. L’ordinanza di custodia cautelare è stata firmata dal gip Maurizio Santoloci su richiesta del pm titolare dell’indagine, Elisabetta Massini.

Sequestro All’interno dell’abitazione sono stati sequestrati anche un Ipad, risultato rubato a una donna di Amelia, e numerosi telefoni cellulari, utilizzati per tessere la fitta rete di contatti con i clienti. Così alla denuncia per possesso di droga ai fini di spaccio, si è aggiunta anche quella per ricettazione.

Le maglie della giustizia Il 33enne era stato già arrestato, per gli stessi motivi, nel 2011 e nel 2012. Una presenza evidentemente radicata in Italia, con l’obiettivo di delinquere, fare soldi per poi tornarsene poi nel proprio paese d’origine. La moglie lo aveva raggiunto in passato, un fatto che non ha mai permesso di dare seguito ad alcun provvedimento di espulsione nei suoi confronti. Segno di un sistema sanzionatorio, quello italiano, che in diversi casi è caratterizzato da ‘maglie’ sin troppo larghe in cui è facile infilarsi.

Aiutati Curiosità: gran parte degli stupefacenti sono stati trovati nella cantina dell’appartamento, fra buste e valige di prodotti ottenuti dai due grazie agli aiuti concessi da alcune associazioni – come la Caritas – in totale buonafede. La famiglia poteva contare anche su una tessera rilasciata dal Comune per ottenere agevolazioni nell’acquisto di prodotti e beni di consumo.

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