Il tavolo al Lions

di Massimo Colonna

«I dati del Censis sono relativi solo ai furti in abitazione. Un reato molto sentito dalla popolazione, certamente, ma per reati molto più gravi la situazione è diversa». Questa la fotografia scattata dai responsabili delle forze dell’ordine e delle istituzioni, anche alla luce della recente classifica stilata dal Censis in merito ai dati più recenti sulla criminalità. Al convegno organizzato dal Lions Club Terni Host, dal titolo Terni è ancora una città sicura?, presenti, oltre al presidente del Lions Maurizio Castellani, Gianpiero Bocci, sottosegretario agli Interni, Leopoldo Di Girolamo, sindaco di Terni, Gianfelice Bellesini e Carmine Belfiore, rispettivamente prefetto e questore di Terni. Sul tavolo i dati Censis, le ultime operazioni di polizia e la situazione complessiva.

CONSIGLIO COMUNALE CHIEDE TASK FORCE

La classifica Censis Ad aprire il dibattito la notizia più recente. La classifica del Censis che ha classificato Terni al quarto posto nazionale per furti in abitazione, con un incremento decennale del 243,7%. «In questa classifica – ha spiegato Bocci – si parla soltanto di furti in appartamento e su una scala di 10 anni. Ovviamente si tratta di reati molto fastidiosi e sentiti dalla popolazione, ma dobbiamo considerare che in questa graduatoria non si parla di reati molto più gravi, come il riciclaggio, lo spaccio di stupefacenti, l’usura. E stiamo parlando di delitti che spesso rappresentano l’anticamera di proiezioni mafiose. I dati dell’ultimo anno parlano di numeri complessivi in miglioramento per quanto Terni. Detto questo, oggi nessuna città può dirsi completamente sicura». «La graduatoria del Censis – ha spiegato Di Girolamo – mette ai primi posti tutte città considerate normalmente tranquille (Forlì, Mantova, Udine, ndr). L’anno scorso al vertice di questa classifica c’era Crotone. Questo per dire che forse è l’incremento di quei particolari furti che ha fatto la differenza, non la criminalità in generale».

FURTI IN APPARTAMENTO, PARLA BOCCI

I dati Per quanto riguarda Terni nel 2013 si sono verificati 692 furti in abitazione, scesi a 582 nel 2014 (-16%). Per i delitti in generale, sono 9.281 nel 2013, scesi a 8.500 l’anno seguente. Le persone controllate sul territorio sono state 38 mila il primo anno e 43 mila il secondo. A fornire i dati è stato il questore Belfiore. «In tutto il territorio comunale abbiamo 7 mila stranieri con permesso di soggiorno, che vengono cioè in Questura regolarmente per aggiornare i documenti. A questi vanno aggiunti 4 mila stranieri con permesso di soggiorno di lungo periodo che non sono tenuti a passare nei nostri uffici. E per questo diventano difficilmente controllabili. In più, secondo le regole europee attuali, i cittadini albanesi hanno accesso al passaporto biometrico, il che consente loro di stare tre mesi in Italia. Molti di loro però dopo si fermano perché arrivano qui solo per delinquere».

La coperta corta Parlare di sicurezza significa però far fronte anche alle ristrettezze economiche dei comuni. Tutti i partecipanti sono convenuti su questo punto. «Bisogna considerare – ha spiegato Di Girolamo – che stando al 2013, nei 5 anni precedenti, le amministrazione comunali hanno dovuto ridurre del 67% il margine di investimenti negli interventi pubblici di decoro urbano e sistemazione. Elemento questo che coccia contro le esigenze delle polizia di avere in città sempre meno siti abbandonati o in degrado, che possono trasformarsi in luoghi di aggregazione per criminali. La coperta è corta, basti pensare che a Terni la polizia municipale è sotto organico di 40 unità».

Le ultime operazioni Il prefetto Bellesini ha salutato con ammirazione le ultime operazioni di polizia, denominate Milot e Acciaio d’oro, sottolineando anche l’importanza del Patto per Terni sicura siglato nei giorni scorsi tra Regione, Comune e Provincia di Terni.