di Massimo Colonna

Non poteva essere espulso dall’Italia. Questa la posizione ufficiale di Aassoul Amine, detto Aziz, l’assassino di David Raggi. Per il 29enne marocchino le autorità aspettavano un pronunciamento definitivo, dopo che aveva presentato ricorso contro il respingimento della sua richiesta di asilo politico. Ecco perché, in attesa del pronunciamento sul ricorso, come ha spiegato il questore di Terni Carmine Belfiore, l’assassino non poteva essere espulso.

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Profilo criminale La storia di Aziz, nato il 20 ottobre del 1986, cambia quando sua madre si trasferisce in Italia e sposa un cittadino italiano. Condizione sufficiente per acquisire lei stessa la cittadinanza. A quel punto Aziz, prima del 2007, lascia il Marocco e si sposta nella Penisola proprio per raggiungere la madre. Le sue tracce iniziano ad incrociarsi con le banche dati delle forze dell’ordine nel 2007, quando, nelle Marche, si rende protagonista di diversi reati, tra cui furti e rapine. A quel punto per lui scatta l’espulsione.

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Rientro da Lampedusa
La sua storia in Italia però non finisce lì. Aziz infatti rientra da Lampedusa nel maggio del 2014, probabilmente in uno dei tanti viaggi della speranza in partenza dal Nordafrica. Appena messo piede al suolo, chiede asilo politico, che però l’autorità gli respinge a settembre. Non si ferma e presenta ricorso ad ottobre, entro i tempi tecnici. A quel punto la sua situazione rimane in sospeso: l’autorità competente è quella di Caltanissetta, che però non ha ancora preso una decisione. Per questo non può essere espulso. Passano i giorni, fino alla notte di giovedì, quando torna tragicamente a contatto con le autorità di polizia.

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Quasi invisibile a Terni Anche gli inquirenti faticano a ricostruire la rete che Aziz ha costruito a Terni negli ultimi anni. Quasi fosse un uomo invisibile. Di lui si sa che vive a Terni con una donna, probabilmente sua madre, ma anche su questo gli inquirenti hanno dei dubbi. Per di più, la donna, fino a queste ore non è stata rintracciabile, né si è a conoscenza di dove abiti. Insomma una situazione molto complessa da ricostruire.

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Violenza inaudita Quando è stato arrestato, giovedì notte, Aziz aveva già dato prova di avere una forte predisposizione alla violenza: all’interno del locale, come hanno ricostruito poi anche gli agenti della polizia di Stato, aveva già dato in escandescenze quando gli era stata rifiutata l’ennesima bevuta. Il marocchino, secondo la ricostruzione degli inquirenti, prima ha preso a manate un altro ragazzo vicino al bancone del pub. Poi la situazione è degenerata e ha iniziato a alzare le mani pericolosamente, rovesciando anche alcuni drink. Insomma in un attimo si è creato il caos. All’interno del locale in quel momento si trovavano due agenti di polizia in borghese, che sono subito intervenuti per bloccarlo. Non senza fatica, vista la forza del ragazzo, dovuta probabilmente anche al suo stato alterato dall’alcol. Quando dentro è tutto finito, forse nessuno poteva pensare che fuori sarebbe andata ancora peggio. Aziz è uscito e in un attimo ha incrociato lo sguardo di David. Un secondo fatale, «che guardi? », ha chiesto alla sua vittima in tono di sfida. Poi il colpo con un vetro di bottiglia alla gola. E per David è iniziata l’agonia.

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Delirio post omicidio Aziz a quel punto è scappato, a torso nudo e sporco di sangue. Così lo hanno ritrovato gli agenti poco dopo, all’incrocio tra via Roma e l’inizio dei giardini della Passeggiata. Anche lì è andato in escandescenze, tanto che per calmarlo sono stati necessari anche dei sedativi, somministrati da personale del 118, nel frattempo allertato dalla polizia. Per tutta la notte gli agenti lo hanno tenuto sotto osservazione, anche se non ha dato segnali di lucidità. Solo al mattino, dopo molte ore, il ragazzo è tornato in sé. Non ha dato spiegazioni, anche se parla italiano. Nella tarda mattinata di venerdì è stato trasportato dalla cella di sicurezza della questura al carcere di vocabolo Sabbione.

3 replies on “Terni, ecco chi è l’assassino di David Raggi: ritratto del killer”

  1. Esprimo cordoglio per la tragica e inaccettabile perdita del ragazzo alla sua famiglia e ai suoi amici, questi “viaggi della speranza” dovrebbero salvare le vite umane da chi dal nord Africa fugge per provare a costruirsi una vita dignitosa, ma portano in Italia tante persone, troppe, che nella maggior parte dei casi finiscono a mendicare per strada e che arrivano a delinquere e uccidere. Nella fattispecie questo assassino aveva già avuto dei precedenti per furto e rapine, fino alla sua espulsione. Qui doveva intervenire l’autorità, che avvalendosi della legge (ESISTE?) ne impediva il rientro in Italia. Ora qualsiasi provvedimento sarà preso per fermare questo assassino sarà inutile per la vittima e la sua famiglia e per i ternani, tutti uniti dal dolore, un criminale sanguinario come questo dovrebbe stare in carcere per il resto della vita per evitare recidive tutt’altro che ipotetiche, basta leggere la cronaca. Spero anche che la cittadinanza si adoperi per sensibilizzare le autorità a livello nazionale per casi come questo, in cui chi ha precedenti penali o delinque in territorio nazionale sia espulso senza possibilità di rientro.

    1. Non voglio essere razzista. Perchè ci sono persone brave che si comportano civilmente.
      Lo stato italiano deve difendere il proprio popolo. Mandate a casa tutti coloro che hanno un reato li vogliamo fuori da l’italia. Nella mia citta Taranto ci sta il macello di sti marocchini rumeni ecc Adesso basta Fuori dall’italia

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