di Re.Te.
Centinaia di fatture false per lavori mai eseguiti. La guardia di finanza di Terni ha denunciato l’amministratore di una srl ternana e tre persone a capo di altrettante ditte individuali. Gli uomini delle Fiamme Gialle hanno accertato un’evasione fiscale di oltre un milione e mezzo di euro, Iva evasa pari a 245 mila euro e 500 mila euro di false fatturazioni.
Nei guai Deus ex machina del meccanismo messo in piedi per evadere le tasse, è l’amministratore di una srl attiva nel mercato dei presidi sanitari, in particolare nella vendita di ossigeno a pazienti afflitti da problemi respiratori. Quest’ultimo è stato denunciato alla Procura della Repubblica e nei suoi confronti è stata avanzata la richiesta di sequestro per alcuni beni di proprietà, fra cui una barca del valore di circa 100 mila euro e un’auto di grossa cilindrata.
Il sistema Fulcro del meccanismo, come appurato dai militari coordinati dal comandante provinciale Amedeo Farruggio, erano le tre ditte individuali intestate a un 50 enne, alla madre e alla moglie di quest’ultimo. Tre ditte che l’imprenditore dell’ossigeno utilizzava come veri e propri ‘bancomat di fatture’: i documenti emessi ‘a richiesta’ permettevano di detrarre costi inesistenti dal proprio reddito. I lavori legati alle fatture – spiegano dal comando di via Bramante – erano del tutto fittizi. Un mare di ore lavoro per lo spostamento delle bombole d’ossigeno da una parte all’altra del magazzino. Ma che gli operai non ricordano di avere mai eseguito. Una circostanza – chiariscono le Fiamme Gialle – ammessa anche dal titolare di una delle tre ditte individuali.
Le altre violazioni L’emissione dei falsi documenti contabili avveniva, in genere, verso la fine del mese: giusto in tempo per ‘abbattere’ l’Iva (ma anche Irap e altre imposte) in vista delle liquidazioni periodiche. Accanto a ciò le tre ditte individuali, se si eccettuano alcuni redditi minimi dichiarati in passato, non presentavano dichiarazioni né versavano imposte sia per i lavori effettivamente eseguiti che per quelli fittizi. Dulcis in fundo, nel 2011 la srl sanitaria non aveva presentato alcuna dichiarazione, risultando così completamente nascosta al fisco.
