di Fabio Toni
La squadra mobile li ha braccati fino a Milano, dove gli agenti hanno potuto constatare come la loro attività criminosa fosse articolata e ben ramificata. Le indagini, lunghe e complesse, hanno portato alla cattura di due peruviani di 20 e 26 anni e alla denuncia di altre tre cittadini di origine sudamericana, tutti accusati furto.
Invisibili Le indagini, avviate a Terni dall’ex capo della squadra mobile Tommaso Niglio e condotte dal sostituto commissario Fabio Egidi, si sono scontrate con difficoltà oggettive. Gli individui, specializzati nei furti in appartamento, sono infatti senza fissa dimora e irregolari. Aspetti che ne hanno reso ancora più complicata l’identificazione.
I reati Sul territorio di Terni, la «bandilla» aveva colpito in due occasioni a fine novembre: in una casa a Stroncone e in un villino nel centro di Terni. In quest’ultimo episodio, parte della refurtiva era stata recuperata grazie all’intervento della polizia. Amanti degli oggetti preziosi, non disdegnavano comunque capi di abbigliamento, telefoni e quant’altro.
La banda si trasferisce al nord Dopo i due colpi «ternani», la banda ad inizio dicembre si era spostata nell’hinterland milanese. La metropoli gli aveva permesso di nascondere ancora più facilmente la propria identità e di realizzare decine di colpi nei centri abitati distribuiti lungo la linea della metropolitana. Viaggiavano ad una media di mezzo chilo d’oro rubato ogni settimana. In uno degli ultimi colpi, erano riusciti anche ad impossessarsi di una pistola, recuperata successivamente dalle forze dell’ordine.
Gli elementi di novità La presenza di «bandillas» latine a Terni, pur limitata a una decina di giorni, rappresenta un aspetto nuovo per le dinamiche criminali locali. Il gruppo, composto da peruviani e cileni, era ben collegato con altri connazionali operanti in Italia e all’estero. Scaltri, sfrontati, un po’ rozzi ma estremamente abili: questo il profilo criminale dei soggetti arrestati dalla squadra mobile di Terni in collaborazione con quella di Milano. Dei due peruviani finiti in manette, uno era stato preso nel periodo natalizio e l’altro è stato fermato lo scorso 8 febbraio. In loro compagnia, sono stati trovati altri tre cittadini sudamericani clandestini, per i quali è scattato il provvedimento di espulsione.
Cittadini «violati» L’operazione, come ha spiegato il dirigente della squadra mobile Francesco Petitti, testimonia l’attenzione della questura verso reati come i furti nelle abitazioni, «particolarmente sentiti dalla comunità e da coloro che ne sono vittime». Il dirigente ha sottolineato anche l’importanza fondamentale dei cittadini nelle indagini: «Il controllo sociale diffuso esercitato attraverso le segnalazioni, si è rivelato ancora una volta prezioso».

