Un'aula del tribunale di Terni

di F.T.

Il 118 lo aveva trasportato in ospedale al limite del coma etilico, tanto che dalle analisi era risultato un tasso sette volte superiore al consentito. In preda ai fumi, all’interno del pronto soccorso aveva dato sfogo ai suoi istinti più bassi, offendendo chiunque gli capitava a tiro – inclusi due agenti di polizia – e sferrando colpi a destra e a manca. A farne le spese era stato soprattutto un infermiere che aveva riportato fratture e lesioni.

Condannato Lunedì mattina il giudice Simona Tordelli ha condannato l’uomo – un 33enne di nazionalità albanese, residente ad Arrone – a nove mesi di reclusione e 10 mila euro di risarcimento danni. L’episodio risale al dicembre del 2009. Dopo aver apostrofato due agenti con espressioni tutt’altro che amichevoli («Italiani di merda, la polizia mi fa una sega, voi non siete uomini»), se l’era presa con gli infermieri del Santa Maria. Uno in particolare aveva riportato la frattura scomposta del quinto metacarpo destro, oltre a diverse contusioni a una gamba. Lesioni così gravi da costringerlo a un successivo intervento chirurgico.

Risarcito A quest’ultimo, costituitosi parte civile attraverso l’avvocato Paola Placidi, il tribunale ha riconosciuto un risarcimento pari a 10 mila euro. Nei mesi scorsi l’infermiere aveva citato in giudizio anche l’azienda ospedaliera ternana che, nel caos in questione, non avrebbe fatto abbastanza per garantire la sicurezza dei dipendenti. Di recente anche altri episodi avevano riguardato la struttura di emergenza del nosocomio, in particolare una hostess era stata schiaffeggiata da un malintenzionato.

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One reply on “Terni, calci e pugni agli infermieri del Santa Maria. 33enne condannato a nove mesi di reclusione”

  1. Tanto finché non ci scappa il morto le aziende ospedaliere umbre non prenderanno nessun tipo di provvedimento. In tutta Italia esiste un posto fisso di polizia all’interno della sala d’attesa dei PS oppure un presidio h24 di vigilanza

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