di Massimo Colonna

Il padre del bimbo di 14 mesi precipitato dal balcone di casa nell’agosto 2011 ha testimoniato davanti al giudice nell’ambito del processo aperto dopo la morte del piccolo. E’ quanto accaduto venerdì mattina nelle aule del tribunale di Terni. Insieme al papà del bimbo sono stati ascoltati anche due funzionari di polizia intervenuti in occasione dell’incidente.

La testimonianza Davanti al giudice monocratico Massimo Zanetti il papà del piccolo ha così ricostruito la sua versione dei fatti, raccontando di come lui stesso avesse montato sul balcone di casa una rete per evitare che il bimbo potesse lanciare oggetti di sotto. A seguire sono stati ascoltati anche due poliziotti che hanno preso parte all’operazione in quella tragica circostanza.

Le accuse Alla sbarra nel procedimento ci sono il direttore dei lavori della costruzione della palazzina di via della Meridiana, difeso dall’avvocato Massimo Carignani, e l’operaio che ha inserito l’inferriata del balcone poi attraversata dal bimbo, difeso dal legale Enrico De Luca. Per entrambi l’accusa è di omicidio colposo. La parte civile del processo è rappresentata dai genitori, seguiti dall’avvocato Massimo Proietti.

Assicurazioni Prima di rinviare l’udienza al prossimo gennaio il giudice ha stabilito l’estromissione delle compagnie assicurative come eventuali responsabili civili, come era stato chiesto nell’ultima udienza dalla parte civile. A gennaio saranno ascoltati nuovi testi e anche i due imputati.

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