I soldi proventi della rapina (Foto F. Toni)

di Maurizio Troccoli e Fabio Toni

Scattano le manette per nove persone considerate dai carabinieri del comando provinciale di Terni i componenti  di un’associazione a delinquere finalizzata a compiere rapine in banca e ai danni di portavalori.

Finiscono nella rete dei militari tre napoletani, quattro ternani, un rumeno e una guardia giurata di un istituto privato, 1.G. M., 61enne da Terni, C. A., 26enne nato in Romania e residente a Terni, T. A., 54enne nato a Casalnuovo di Napoli (NA) e residente in Terni, U. D., 44enne da Terni, S. M. G., 66enne da Terni, 6.P. M., 60enne da Terni, D. C. S., 37enne da Napoli, G. L., 47enne da Napoli, L. V., 44enne da Napoli.

La guardia giurata è originaria del capoluogo partenopeo, che da tempo risiede e lavora a Terni. E’ ritenuto dai carabinieri del nucleo investigativo la ”talpa” della presunta associazione a delinquere, ma anche il basista che avrebbe avuto un ruolo centrale nel colpo alla Icm Petroli di Orvieto di 300 mila euro.

Banda di rapinatori arrestati a Terni, la conferenza (Foto F. Toni)

Due gli episodi contestati. La presunta associazione dovrà rispondere delle pesanti accuse relative ad una rapina a un portavalori che aveva fruttato 105 mila euro e una tentata ai danni di una banca di Terni quando i malviventi erano stati bloccati prima dell’ingresso nell’istituto di credito. Nel corso dell’indagine, i carabinieri del comando provinciale di Terni – guidato dal colonnello Giuseppe Alverone – hanno sequestrato armi e soldi. Le accuse vanno dall’associazione a delinquere, alla rapina, al porto e
detenzione di armi e ricettazione. Gli arresti sono stati eseguiti tra Terni e Napoli.

Il nucleo investigativo di Terni sta passando a setaccio la posizione della guardia giurata considerata la talpa della presunta associazione finalizzata a compiere rapine e anche il basista del colpo alla Icm di Orvieto che mercoledi’ aveva fruttato oltre 300 mila euro.

La conferenza stampa

Sono stati recuperati 35 mila euro a casa della donna la cui posizione è anche questa al vaglio della magistratura. Il denaro è considerato dai militari parte del presunto bottino del colpo.

L’episodio di Orvieto non e’ comunque contestato nel provvedimento restrittivo. Nel corso degli accertamenti i militari hanno pero’ raccolto una serie di elementi ritenuti utili anche in relazione alla rapina alla Icm.

In corso le indagini per identificare i due malviventi che avevano bloccato la guardia giurata appena uscita con il denaro dagli uffici dell’azienda per poi fuggire a piedi nei vicoli del centro di Orvieto con i contanti.

Gli episodi nei dettagli A Terni, strada di Camminata, alle 18.50 del 12 gennaio scorso un’autovettura portavalori della istituto di vigilanza del luogo addetta al recupero di denaro contante nei vari esercizi commerciali, con a bordo due guardie giurate, un uomo ed una donna, è stata urtata violentemente e frontalmente da una Toyota 4 Runner con a bordo due rapinatori travisati con passamontagna ed armati con pistola e fucile. I malviventi puntando le armi hanno costretto le due guardie giurate a scendere e a sdraiarsi a terra e, dopo aver sottratto loro le rispettive armi, hanno prelevato il danaro contante per euro 105.663,63, per poi fuggire a bordo di una Ford Fiesta guidata da un complice.

Sempre a Terni, via Brodolini, il 23 marzo scorso L. V. e G. L. hanno puntato -secondo quanto scrivono i carabinieri –  alla banca Carit, agenzia nr. 4 di Terni, con abbigliamento idoneo al travisamento e, in particolare, con cappello calzato sugli occhi e scaldacollo indossato e con un taglierino ciascuno, mentre D. C. S. faceva da palo per l’eventuale arrivo di pattuglie stando seduto su una panchina poco distante. I tre sono stati arrestati per tentata rapina prima di accedere all’Istituto di credito, «avendo commesso atti idonei, diretti in modo non equivoco ad impossessarsi con la minaccia delle armi il denaro contenuto nella banca», è la nota dei militari.

La rapina di Orvieto Il 26 settembre , alle 11.30 circa, a Orvieto, due uomini, con volto scoperto ed armati di pistola scacciacani, si sono introdotto nella sede della società carburanti “I.C.M.”, in via della Misericordia nr. 9, e dopo aver disarmato e bloccato la guardia giurata incaricata del ritiro degli incassi giornalieri, si sono fatti consegnare la bolgetta contenente la somma contante di euro 320mila in banconote di vario taglio, dileguandosi a piedi nelle vie limitrofe.

Le indagini I militari del Nucleo investigativo  alla fine del mese di gennaio hanno appreso  da fonte confidenziale che nell’area della provincia di Terni operava un’associazione criminale costituita da vari soggetti tra i quali G. M. e C. A. che venivano informate da T. A. guardia giurata dell’ Istituto di vigilanza del luogo. Osservazioni, pedinamenti, analisi dei tabulati telefonici ed intercettazioni hanno consentito di individuare «i componenti del sodalizio criminale e ad acquisire a loro carico gravi indizi di colpevolezza in ordine alle rapine del 12 gennaio 2012 e del 23 marzo 2012».

Una svolta nell’indagine c’è stata il 9 marzo quando i carabinieri che operano il località Molenano di Stroncone, hanno individuato e sequestrato due fucili semiautomatici a pompa ed una pistola calibro12 risultata sottratta ad una delle due guardie giurate nel corso della rapina del 12 gennaio 2012. Con le armi sono stati anche sequestrati 2 guanti in pile. Da un guanto veniva rilevata la presenza di profilo genetico pienamente sovrapponibile al profilo genetico di G. M..

Ulteriori indagini hanno consentito quindi di accertare la sussistenza di un’associazione per delinquere, dedita alla realizzazione di rapine in danno di istituti di credito e portavalori, i cui promotori sono da individuare nella coppia T.A – D.C., costituita da più ramificazioni, che sono state di volta in volta attivate a seconda delle esigenze del momento, sempre sfruttando le conoscenze acquisite nel corso dell’attività professionale di T.A.

Sono stati raccolti elementi che hanno permesso agli investigatori di segnalare all’autorità giudiziaria, quali responsabili in concorso della rapina alla società di carburanti I.C.M. di Orvieto,  T. A. ed una donna «che è stata trovata in possesso nella propria abitazione di 35.000 euro in contati risultati essere parte del bottino ricevuto dallo stesso T. A». Le indagini proseguono incessantemente per addivenire alla identificazione dei complici. Le perone arrestate sono attualmente rinchiuse nelle Case Circondariali di Terni e Napoli Poggioreale.

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