Gli unici veleni, al Consorzio ‘Tevere-Nera’ restano quelli relativi ai bollettini di pagamento. Ma nella giornata di mercoledì si è temuto che qualcuno avesse voluto passare dalla normale protesta – seppur a volte rumorosa – all’attentato.
La busta Un impiegato del Consorzio e la direttrice, Carla Pagliari, sono entrati in contatto con una polvere biancastra fuoriuscita da una busta arrivata in sede e, ovviamente, si sono spaventati. Hanno immediatamente dato l’allarme e al Consorzio sono arrivati i vigili del fuoco, gli agenti della Digos ed il personale sanitario, che hanno provveduto ad isolare l’area ed ha prelevare la busta sospetta.
Le analisi Mentre le persone che in quel momento si trovavano nei locali venivano trattenute in attesa dei risultati, la polvere contenuta nella busta è stata sottoposta rapidamente ad alcune analisi che, per fortuna, hanno escluso che si trattasse di qualcosa di pericoloso per la salute. E tutti sono potuti tornare, più o meno serenamente, alle proprie attività.
Il presidente A tirare un sospiro di sollievo, oltre ai diretti interessati, è stato anche il presidente del Consorzio ‘Tevere-Nera’, Vittorio Contessa: «Sono stati chiamato a casa – racconta – e la paura, riguardo alla salute dei miei collaboratori, è stata davvero tanta. Per fortuna – commenta – si è trattato solo di quello che potremmo definire uno scherzo di pessimo gusto e del quale avremmo sinceramente fatto a meno, visto che il clima che si respira non è dei migliori ed il rischio che l’imminente tornata elettorale faccia inasprire gli animi ».
