di Massimo Colonna
«La malattia di cui soffre la signora permette di compiere alcuni gesti che ad occhio nudo possono sembrare del tutto illegittimi». Questo in sintesi il messaggio che esce dalla perizia medica discussa giovedì pomeriggio nelle aule del tribunale di Terni nell’ambito del processo avviato contro un pensionato di 72 anni e una centralinista 50enne, entrambi denunciati nel 2013 con l’accusa di truffa aggravata ai danni dello Stato. I militari della Guardia di finanza infatti li avevano fermati mentre compivano gesti ritenuti innaturali per un ipovedente che percepisce una pensione di invalidità. Da lì il via al procedimento incardinato dalla procura di Terni.
La perizia durante l’ultima udienza davanti al giudice il perito medico di parte, il professor Mauro Bacci, ha spiegato le risultanze dell’approfondimento medico portato avanti sulla donna, come richiesto dal suo legale difensore Massimo Finotto il quale ha subordinato la perizia alla richiesta di rito abbreviato.E mentre la procura contesta ai due il fatto di essere stati immortalati mentre compivano dei gesti da ritenersi impossibili per un ipovedente, ecco che invece la perizia, come ha spiegato il professor Bacci, ha voluto dimostrare il contrario: cioè che i gesti contestati erano comunque «compatibili con la malattia della donna, visto che la maculopatia di cui soffre permette comunque di effettuare dei movimenti ordinari».
L’altro testimone Davanti al giudice nell’udienza di giovedì pomeriggio anche il perito incaricato dalla procura, il quale ha messo in evidenza alcuni passaggi che hanno portato all’individuazione delle ipotesi di reato. L’altro imputato, difeso dal legale Lamberto Palazzari, ha scelto invece l’accesso al rito abbreviato senza inclusione di periti. Al termine dell’udienza il giudice ha rinviato il procedimento al prossimo 8 aprile per la discussione finale.
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