di M.T.

I rapporti con la sorella ed il nipotino non devono essere idilliaci, se già in gennaio il questore le aveva intimato di non avvicinarsi al piccolo. Ma alla donna, una romana di 33 anni, a Terni senza fissa dimora, la cosa non è andata giù.

L’aggressione Giovedì, in una via del centro, gli agenti della polizia hanno visto la donna che cercava di prendere il bambino dal passeggino, mentre un’altra cercava di impedirglielo. L’hanno riconosciuta e sono intervenuti, ma la donna ha reagito, con violenza, ingiuriandoli e colpendoli ripetutamente, minacciando di morte anche la ragazza che accompagnava il piccolo. Ad un certo punto la donna, che oltre preda di un forte stato di agitazione, era anche visibilmente ubriaca, si è infilata di sua spontanea volontà nell’auto della Polizia.

In questura Negli uffici della Squadra Volante ha però continuato con il suo atteggiamento aggressivo, lanciandosi con violenza contro un agente, denudandosi e scagliando le scarpe contro un altro poliziotto. Gli hanno agenti, considerato anche il fatto che la donna ad un certo punto ha dichiarato di essere incinta, hanno richiesto l’intervento della guardia medica, ma la donna ha rifiutato di farsi visitare, insultando anche la dottoressa.

La condanna Su indicazione del pm, Barbara Mazzullo, la donna è stata arrestata e richiusa nelle camere di sicurezza della questura, in attesa della direttissima fissata per venerdì, quando il giudice, Maurizio Santoloci, in seguito a patteggiamento, ha condannato la donna a 6 mesi e 10 giorni ed ha disposto la trasmissione della sentenza al questore e al prefetto per l’eventuale adozione dei provvedimenti di competenza per quanto riguarda la pericolosità sociale

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