Decisivo il racconto della 17enne per portare all'arresto del suo aguzzino

Picchiata e costretta dal suo «compagno» a prostituirsi. E’ quanto raccontato venerdì ai carabinieri di Terni da una 17enne rumena: racconto decisivo per portare al fermo, poco dopo, di un suo connazionale 36enne, B.F, con le pesanti accuse di riduzione in schiavitù, prostituzione minorile, sequestro di persona, violenza sessuale, lesioni personali e sfruttamento della prostituzione. L’uomo è ora nel carcere di Terni a disposizione della magistratura e sul caso, vista la gravità di alcuni dei reati contestati al rumeno, interverrà anche la Direzione distrettuale antimafia di Perugia.

Il racconto Nella giornata di venerdì la ragazza si trova alla stazione ferroviaria di Terni e da qui chiama il 112. Ai carabinieri arrivati sul posto la 17enne fa un lungo racconto spiegando di essere continuamente picchiata, segregata in casa e qui costretta a prostituirsi proprio dal compagno che le ha anche requisito i documenti. La ragazza quindi accompagna i militari nella casa in cui abita da qualche giorno insieme all’uomo, in quel momento assente. I carabinieri però trovano una carta d’identità e riescono così a identificare il rumeno che risulta essere residente in provincia di Roma. I militari a questo punto si appostano sotto l’abitazione e riescono a bloccarlo mentre, in serata, stava rientrando in casa per raccogliere le sue cose e darsi alla fuga. La ragazza è stata invece accompagnata al pronto soccorso per le numerosi ecchimosi in varie parti del corpo, giudicate dai medici guaribili in 22 giorni.

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