di Enzo Beretta
Ventotto anni di carcere complessivi sono stati inflitti a sei giovani tra i 22 e i 26 anni finiti al centro di un’indagine antidroga che nel settembre 2022 aveva consentito alla squadra mobile di Perugia di mettere a segno un maxi-sequestro di 51 chili di hashish e di altri due di marijuana in un garage di Castiglione del Lago. Qualcosa come 600 mila dosi. La sostanza stupefacente – è emerso dalle indagini – veniva venduta attraverso un canale Telegram. Nel corso dell’inchiesta sono stati sequestrati anche 41 mila euro in contanti. Per ordine del giudice dinanzi al quale si è celebrato il processo con rito abbreviato la droga verrà «distrutta», il denaro invece verrà confiscato e «devoluto allo Stato».
LA PROCURA AVEVA CHIESTO 40 ANNI DI CARCERE
Imputati molto giovani Ciò che colpisce in questo processo è la giovane età degli imputati, quasi tutti italiani di seconda generazione: un venticinquenne nato a Perugia è stato condannato alla pena di 10 anni e 10 giorni di reclusione, quasi la metà della sua vita. Tutti gli imputati sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e a quelle di mantenimento in carcere.
Narcotici L’indagine della Narcotici è iniziata con l’arresto di un 26enne nel settembre 2022, quando munito di tracking number entra in una tabaccheria dalle parti della stazione di Fontivegge chiedendo di ritirare un pacco: il titolare dell’esercizio commerciale aveva «erroneamente aperto» quello scatolone («credendo di esserne il destinatario») contenente 4,3 chili di involucri di hashish e avvisa le forze dell’ordine che sono andate ad aspettarlo. Svolgendo accertamenti sul telefono di quel giovane gli investigatori hanno messo gli occhi sul canale Telegram al quale lo stesso era registrato.
