di Enzo Beretta
Associazione finalizzata al traffico di droga: la Procura chiede di condannare tre giovani perugini e altrettanti castiglionesi a quasi quarant’anni di carcere. Trentasette anni e sei mesi, complessivamente, per la precisione.
L’inchiesta Sono stati acquisiti i telefoni cellulari e i messaggi di Telegram, disposte intercettazioni, la narcotici della squadra mobile ha portato avanti indagini silenziose sfociate nel settembre 2022 con un maxi-sequestro di 51 chili di marijuana e due di marijuana in un garage del Trasimeno a Castiglione del lago. Roba buona per immettere sul mercato qualcosa come 591 mila dosi di droga, avrebbero rivelato gli accertamenti di laboratorio. Per sei dei nove indagati (nei confronti dei rimanenti «si procede separatamente») è il momento della verità.
Richieste di condanna Nel processo con rito abbreviato il procuratore aggiunto Giuseppe Petrazzini ha chiesto condanne molto pesanti contro gli imputati che vengono considerati responsabili di «essersi associati al fine di detenere e cedere ingenti quantitativi di hashish». Le richieste superano i 10 anni di reclusione per il presunto «capo dell’organizzazione», poi a scendere, otto anni, e poco meno di cinque per gli altri. Stando alla ricostruzione dell’accusa era stata «strutturata e posta in essere un’organizzazione» che prevedeva «ripartizione dei compiti» e «modalità operative», una struttura che «disponeva di ingenti somme di denaro, vari autoveicoli, immobili impiegati come magazzino per il deposito dello stupefacente e custodia del denaro». Oltre che un canale Telegram utilizzato come mercato della droga. Si torna in aula il 19 dicembre: quel giorno inizieranno le discussioni delle difese. Gli imputati sono assistiti dagli avvocati Daniela Paccoi, Valerio Vitale, Marco Bisegna e Adriano Giorgini.
