di Enzo Beretta
Pedinamenti, appostamenti sotto casa e sul posto di lavoro, messaggi minatori con foto di acido muriatico e persino inseguimenti in moto con tanto di lancio di lettera d’amore. E ancora: spiata con il cannocchiale e con il drone. È l’incubo che, secondo la ricostruzione della Procura di Perugia, avrebbe vissuto negli ultimi mesi una giovane perugina di 26 anni perseguitata dall’ex marito, un albanese di 42 anni.
Stalking Le accuse sono pesanti: atti persecutori aggravati, commessi con condotte reiterate e accompagnati da minacce di sfregio con l’acido, oltre a inseguimenti pericolosi. Episodi che hanno ingenerato «un perdurante e grave stato d’ansia e di paura» nella vittima, costretta a modificare radicalmente le proprie abitudini di vita e a farsi scortare dalla madre nei suoi spostamenti. «Se non esci ti brucio la casa» avrebbe detto l’uomo che nel tentativo di recuperare con la giovane ha «fatto recapitare a casa sua una cassetta di fichi con il bigliettino ‘Ti ammo’».
Indagini Gli investigatori hanno raccolto testimonianze, referti medici e chat Whatsapp con minacce esplicite. Tra gli episodi contestati, quello del 21 agosto scorso, quando lo straniero avrebbe affiancato la ex moglie in moto cercando di farla cadere «lanciandole un foglio contenente una lettera d’amore»; pochi giorni dopo, il 24 agosto, si sarebbe introdotto nella proprietà della madre della ragazza lasciando un dolce sull’auto con una lettera, rimanendo in zona per oltre un’ora. Infine, il 29 agosto, sarebbe comparso improvvisamente in un garage condominiale costringendo la donna a chiudersi in auto per paura.
Braccialetto elettronico Fermato in flagranza differita e arrestato lo stesso giorno, l’uomo è stato tradotto nel carcere di Capanne: dopo l’udienza di convalida il gip Simona Di Maria ha disposto la scarcerazione con divieto di avvicinamento a meno di 500 metri dalla ex moglie e dai luoghi da lei frequentati, divieto assoluto di comunicare con lei e i familiari, applicazione del braccialetto elettronico.
L’aborto Stando al racconto della madre della persona offesa l’indagato già in passato si era mostrato violento colpendola con calci, pugni, e perfino con un casco. Nel 2024, invece, quando era incinta, l’ha colpita con una sedia al ventre, la donna ha perso il bambino e lui ha esultato perché non lo voleva. «Quell’uomo – conclude la testimone – ha sposato mia figlia solo per ottenere la cittadinanza italiana, lei ha accettato perfino che avesse un’altra donna in Albania, nella speranza che si innamorasse di lei».
