Un'aula del tribunale archivio generica (foto U24)

di C.F.

Si è aperto di fronte al collegio penale il processo per la rapina lampo all’ufficio postale di Sant’Angelo in Mercole (Spoleto). Sul banco degli imputati soltanto uno dei quattro uomini arrestati tra il novembre 2014 e il gennaio scorso da polizia e carabinieri, gli altri due esecutori hanno scelto riti alternativi, mentre il basista ha patteggiato la condanna.

Rapina lampo all’ufficio postale di Sant’Angelo Di fronte al collegio penale (presidente Fornaci, a latere Anibaldi e Marzullo) sono stati sentiti alcuni testimoni del pubblico ministero, Michela Petrini. Tra questi la direttrice della filiale e il collega, secondo il quale il colpo è durato circa 30-40 secondi. I due hanno riferito di come i tre banditi sono piombati nell’ufficio pochi istanti dopo la partenza del furgone portavalori che aveva consegnato i soldi per il pagamento delle pensioni. Uno di loro si è occupato della clientela, mentre gli altri due sono andati dai cassieri che stavano sistemando il contante, circa 10 mila euro che gli è stato intimato di consegnare. La direttrice nel trambusto ha anche rimediato una spinta, mentre il collega ha dovuto accompagnare nella stanza della cassaforte uno dei banditi, ma altro contante non ne hanno trovato.

Le testimonianze In aula sono stati sentiti anche il sovrintendente di polizia e il maresciallo dei carabinieri che hanno compiuto per cinque mesi le indagini del caso, avvalendosi anche di intercettazioni telefoniche di cui giovedì è stata richiesta la trascrizione e affidato incarico al perito, oltre che di registrazioni di videosorveglianza contenute in dvd. Di fronte al collegio penale, poi, anche due testimoni che casualmente erano presenti in zona durante la fuga, tra questi un uomo che per poco non tampona i banditi in fuga. Le testimonianze hanno permesso di ricostruire il cambio auto tra la Fiat Uno rubata utilizzata per la rapina e la Golf scura con cui i tre esecutori si sono dati alla fuga seguendo il basista.

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