di C.F.
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Chi paga la Tasi non paga l’Imu e viceversa. Questa la decisione presa dalla giunta guidata dal sindaco Fabrizio Cardarelli che ha definito le aliquote della fiscalità locale, lunedì al vaglio della commissione normativa e bilancio, già riunitesi congiuntamente venerdì per discutere la bozza di regolamento Iuc, l’imposta unica comunale che, oltre a Tasi (tassa servizi indivisibili) e Imu (imposta sugli immobili), disciplina anche la Tari (tassa rifiuti).
Tasi In particolare, la Tasi salvo modifiche dovrà essere pagata dai proprietari di prima casa a cui sarà applicata l’aliquota massima 0.25% (la minima è 0.1%), anche se va detto che l’Ente avrebbe anche potuto maggiorare di 0.08% come previsto dall’accordo di gennaio con l’Anci. Il gettito sarà di poco superiore a 1.8 milioni di euro, a cui si aggiungono altri 72 mila euro prodotti dalla tassazione a 0.1% sui fabbricati rurali.
Imu Sul fronte Imu sono, invece, due le aliquote ritoccate all’insù dalla giunta guidata dal sindaco Fabrizio Cardarelli che nella proposta di delibera attesa in commissione e poi in consiglio ha inserito un aumento di 0.05% sulle aree fabbricabili, che quindi passano da 0.76% a 0.81%, e di 0.07% sugli immobili di categoria D, vale a dire capannoni industriali, la cui pressione sale da 0.90% a 0.97%. Né aumenti, né ritocchi, invece, per tutti gli altri immobili le cui aliquote restano quelle del 2013, comprese quella sulla seconda casa ferma a 0.90%. Confermata al massimo (0.8%) anche per addizionale Irpef.
Tari Per quanto riguarda la Tari, invece, i conti vanno fatti con i costi sostenuti dal Comune per la gestione dei rifiuti, nel 2014 pari a circa 7 milioni di euro. Il prospetto approdato in commissione offre dei confronti per diverse categorie, si va dai nuclei familiari agli albergatori, tra l’esborso previsto con la vecchia Tarsu e la nuova Tari con proiezioni su immobili di 100 metri quadrati.
Famiglie Per usi domestici il salasso è proporzionale al numero dei componenti della famiglia. Così se nuclei composti da una o due persone risparmieranno poco più di 15 euro, chi divide lo stesso tetto in quattro o in cinque pagherà in più da 27 euro e 88 euro, mentre le famiglie di sei componenti anche 132 euro.
Chi risparmia con la Tari Per tutte le altre utenze c’è chi saluterà col sorriso la Tarsu e chi accoglierà col broncio la Tari. In particolare, i titolari di negozi d’abbigliamento e calzature, ma anche librerie e cartolerie risparmieranno circa 150 euro, uffici e studi professionali fino a 320 euro, alberghi con ristoranti quasi 450 euro, senza ristorante poco più di 400, ristoranti, pizzerie e pub circa 350 euro. Incredibile ma vero il risparmio più massiccia viene concesso a istituto di credito e banche che, ogni 100 metri quadrati, pagheranno in media circa 1.100 euro in meno.
E chi spende di più A dover sostenere un maggior esborso sono, invece, musei, biblioteche, scuole e luoghi di culto (+140 euro), campeggi, distributori di carburante e impianti sportivi (108 euro), l’ospedale (494 euro), attività industriali (109 euro), generi alimentari, macellerie e panifici (130 euro), bar e pasticcerie (133 euro), banchi di mercato per generi alimentari (929 euro), discoteche (874 euro).
