Operai dell'Ims in protesta (foto d'archivio)

di Chia.Fa.

Gli operai picchettano i cancelli all’alba e l’amministratore unico del gruppo Gianfranco Castiglioni, chiama da Varese per chiedere ai lavoratori un ultimo sforzo. Si è interrotta solo grazie all’intervento del patron del Casti Group l’ennesima protesta degli operai della Ims, ex-Pozzi, che dalle sei alle nove del mattino hanno presidiato l’ingresso dello stabilimento.

Dalle 6 alle 9 tutti fuori Giovedì mattina una cinquantina di operai, affiancanti dai delegati sindacali Rsu e pure dagli impiegati dell’amministrativo, sono tornati a chiedere conto e ragione della particolare situazione vissuta dall’industria di Santo Chiodo, con 300 operai in cassa integrazione, tra pochi alti e molti bassi, dal 29 agosto scorso. Il direttore della Ims, ex-Pozzi, Massimo Santoro sarebbe uscito tra i lavoratori chiedendo di sospendere il picchetto ed entrare in fabbrica.

Tensione per l’arrivo degli indiani Anche perché proprio per giovedì mattina era attesa la visita di alcuni dirigenti di un’industria indiana, interessati a far produrre alla Ims alcuni particolari in alluminio. Davanti ai cancelli si sono registrati momenti di confronto diretto tra i lavoratori e la dirigenza. La tensione tra le parti si è interrotta intorno alle 9, quando una decina di operai, delegazione Rsu compresa, sono stati fatti accomodare negli uffici e messi in contatto telefonico con l’amministratore unico Gianfranco Castiglioni.

«Martedì a Spoleto con novità» Il patron del gruppo varesino ha chiesto ai lavoratori di stringere i denti, di fare ancora qualche sforzo, ribadendo la volontà di rimanere sul territorio. Non solo. Castiglioni ha programmato per martedì una visita allo stabilimento per discutere con il direttore Santoro “alcune novità”. Le parole dell’amministratore unico hanno, almeno per il momento, convinto i lavoratori a sospendere il picchetto ed entrare in fabbrica poco prima dell’arrivo davanti ai cancelli della delegazione indiana.

Sindaco Benedetti: «Basta parole» L’ennesimo atto del dramma della ex-Pozzi si condisce anche della presa di posizione del primo cittadino. «La proprietà – è scritto in una nota stampa – deve presentare un piano industriale, è arrivato il tempo di dare concretezza alle mille rassicurazioni ricevute in questi mesi». E poi: «Siamo coscienti della grave crisi economica, ma serve il coraggio di prendere decisioni, di garantire il futuro dello stabilimento, e nel farlo è necessario che la proprietà si interfacci con le istituzioni evitando – sottolinea il sindaco – di disertare gli incontri, come accaduto per l’ultima audizione in Provincia».

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