di C.F.
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Sindaco spalle al muro. Da una parte le opposizioni che solo all’idea di essere chiamate a intavolare un ragionamento sul Piano di rientro reagiscono parlando di «paradosso», «atto di arroganza» e «imbarazzo». Dall’altro le forze di maggioranza con il Pd che, attraverso il proprio segretario locale, Andrea Bartocci, chiede al sindaco Daniele Benedetti di «dimettersi e poi chiedere la fiducia attraverso il documento di risanamento, per evitare il suicidio in consiglio comunale». E i socialisti, almeno una fronda, che chiedono un passo indietro: «Benedetti ricomponga la giunta e poi metta tutti i poteri nelle mani del vicesindaco» Stefano Lisci, in quota garofano. Come se non bastasse a picchiare duro è anche la Cgil, comparto Funzione pubblica, che all’incubo del commissariamento messo sul piatto dal sindaco risponde: «Se dovesse succedere non ci strapperemo le vesti».
Pd: «Dimissioni e poi fiducia su Piano di rientro» Ergo, la crisi è totale e uscirne appare impossibile. Una strada, comunque complessa, la suggeriscono i democratici. Il segretario Bartocci è chiaro: «Il sindaco deve fare il Piano di rientro, ma da dimissionario». E poi: «Il commissariamento va evitato, sarebbe davvero un dramma, così come va fatto un documento di risanamento, ma in consiglio si dovrà discutere a breve una mozione di sfiducia, dove, viste le dure parole di De Angelis, non abbiamo più i numeri: così è un suicidio che lascerebbe a priori la città nella difficile situazione attuale». Il messaggio del segretario segna una distanza tra la strada su cui si è incamminato il primo cittadino, anche se l’impressione è che Benedetti voglia tirare la corda fino alla vigilia della convocazione del consiglio per poi presentare le proprie dimissioni, guadagnando così una settimana o qualcosina in più da aggiungere ai venti giorni previsti dalla decorrenza.
Rinnovamento: «Ennesimo espediente per tirare a campare» Calcoli e schermaglie che creano sgomento tra le forze di opposizione, mentre lo spauracchio del commissariamento e l’invito alla responsabilità lanciati dal sindaco non convincono nessuno, a cominciare da chi il buco di bilancio lo ha scoperto e denunciato. «È l’ennesimo espediente per tirare a campare – scrivono i cinque di Rinnovamento – mentre occorrerebbe occorre affrontare problemi irrisolti e offrire risposte in tempi rapidi, perché è imbarazzante dover ascoltare ragioni che giustificherebbero il rimanere attaccati alle poltrone, senza che nessuno in coalizione si domandi che cosa abbia fin qui fatto e che cosa stia facendo. E Benedetti non ci dica che avrebbe l’ardire di incontrarci per discutere sui rimedi al disastro che ha combinato in buona compagnia l’unico motivo per il quale può chiamarci è per comunicarci che ha deciso di andarsene».
M5s: «Centrosinistra responsabile» Non meno duro il Movimento 5 stelle: «Il commissariamento scatta in caso di inadempienze amministrative e se ci sarà non è di certo a causa delle opposizioni, ma di Benedetti che ha la responsabilità di quanto accaduto». Non solo: «Anche fare un passo indietro potrebbe essere accolto come un atto di amore per la città, cerchiamo di essere seri visto che parliamo di un buco che ammonta a un terzo del bilancio annuale, posto che siamo convinti che a generarlo non sia stata solo la politica dissennata degli ultimi cinque anni».
Pdl: «Commissariamento con gestione ordinaria» Fermissimo nella propria posizione anche Alessandro Cretoni, capogruppo Pdl: «Finita l’arroganza dei numeri, arriva quella politica che chiede responsabilità a opposizioni da tempo a caccia di trasparenza, concetto sconosciuto a questa amministrazione, noi continuiamo ad auspicare un commissariamento con una gestione ordinaria che non sconvolga gli equilibri sociali, il sindaco non faccia giochetti».
Cgil: «Non ci strapperemo le vesti per il commissariamento» La ciliegina della torta, come detto, la posiziona la Fp-Cigl che, dopo aver ricordato «la mancanza di rispetto nei confronti dei sindacati che hanno chiesto più volte e unitariamente incontri con l’amministrazione per capire le ricadute della situazione economica», risponde seccamente all’allarme suonato dal sindaco per la venuta di un delegato del Viminale: «Se per avere un Piano di rientro serio e credibile occorresse far spazio a un commissario non saremo certo noi a strapparci le vesti». In un’altra nota firmata da tutti i sindacati si rinnova l’invito a una convocazione urgente.
