Gli striscioni appesi dai lavoratori all'esterno dell'azienda (foto U24)

di C.F.
Twitter @chilodice

Gli uomini spediti nella tipografia di viale Martiri dalla società di leasing proprietaria dell’ultimo macchinario, quello tecnologicamente più avanzato, sono al lavoro già da mercoledì, ma solo venerdì i mezzi pesanti hanno fatto capolino per portar via i pezzi dell’impianto e consegnarlo a una società straniera che ne ha fatto richiesta. Del resto, fanno sapere i sindacati, l’attuale proprietà della Panetto&Petrenni non paga da tempo le rate previste del contratto. Ergo, dopo la richiesta di concordato in liquidazione, seguita a ruota dallo stop della produzione, nella storica azienda spoletina è scattato lo smantellamento.

Smantellata Mentre la società caricava i tir, alla Camera del lavoro i sindacati )Cgil, Cisl e Uil) incontravano le maestranze. Da discutere, purtroppo, non c’è poi molto visto che sulla procedura fallimentare aperta davanti al tribunale di Spoleto, commissario liquidatore Enrico D’Agata, occorre attendere i primi di aprile quando la pratica arriverà davanti al giudice delegato Roberto Laudenzi. Con le luci della tipografia spenta e lo stabilimento quasi vuoto, non è rimasto altro che tentare di recuperare le spettanze arretrate, in particolare la tredicesima e dicembre, mensilità questa versata solo a qualche lavoratore.

Si cerca di recuperare stipendi arretrati «Abbiamo dato mandato agli avvocati delle organizzazioni – spiega Corrado Corradetti della Cgil – di formulare alla proprietà la richiesta unitaria sul pagamento degli stipendi mancanti e abbiamo deciso di procedere su due binari: da una parte abbiamo chiesto l’attivazione della cassa integrazione straordinaria, prevista per le procedure fallimentari, e dall’altra la mobilità volontaria per l’iscrizione alle liste dei lavoratori». L’accordo, almeno sul secondo percorso, dovrebbe essere sottoscritto entro la fine di marzo con l’attuale proprietà della Panetto&Petrelli, già informata al tavolo di Confindustria. Per il resto né il Comune, né la Regione, che della tipografia è anche socia attraverso Sviluppumbria, hanno recentemente incontrato i sindacati.

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