Un gazebo

di C.F.
Twitter @chilodice

È già scontro sull’arredo urbano. Sì, perché è bastata qualche parola dell’assessore Antonio Cappelletti per far infuriare ristoratori e titolari di bar che dal prossimo anno dovrebbero rinunciare ai gazebo esterni in favore degli ombrelloni. La prescrizione in questione è inserita nel regolamento confezionato due anni fa dalla giunta Benedetti dopo una lunga concertazione con la Soprintendenza, anche se poi il pacchetto non è mai approdato in consiglio comunale per il via libera.

Regolamento arredo urbano Il documento, infatti, era stato anche licenziato all’unanimità dalla commissione consiliare competente, ma a causa della aperta contrarietà delle categorie il provvedimento non è stato mai iscritto all’ordine del giorno dei lavori dell’assemblea, tanto che nell’aprile scorso ristoranti e bar hanno rischiato di non installare i gazebo in vista della bella stagione. A salvarli è stata una deroga concessa in extremis dalla Soprintendenza, che però ha già adottato le prescrizioni concordate nel 2012 col Comune.

Guerra dei gazebo L’impianto generale del regolamento piace all’assessore Cappelletti che conta di centrarne l’approvazione tra la fine del 2014 e l’inizio del 2015, confermando la sostituzione dei gazebo esterni con gli ombrelloni e apportando soltanto modifiche di misura. Ed è qui che si consuma la guerra con Andrea Tattini, presidente di Confcommercio, e Tommaso Barbanera, numero uno di ConSpoleto, consorzio di albergatori e ristoratori, convinti che la novità danneggi gravemente la categoria.

Tattini e Barbanera «Ristoranti e bar – spiega Tattini – devono poter installare i gazebo, diversamente non ci accomoderemo neanche al tavolo dell’amministrazione, qui non siamo al mare – articola – prendiamo a riferimento l’estate appena trascorsa ricca di piogge e caratterizzata da basse temperature, se al posto dei gazebo – questo il punto – ci fossero stati gli ombrelloni nessuno avrebbe consumato all’esterno dei locali e le attività avrebbero subito un altro pesante contraccolpo». Ergo: «Sulla necessità di avere spazi esterni con coperture adeguate non si discute, al contrario non avrebbe senso pagare l’occupazione di suolo pubblico». Non più tenero Barbanera: «Nessuno nega che serva uniformare gli arredi, abbiamo fatto decine di incontri mirati dal 2012 in avanti e il problema è sempre e solo stato la sostituzione dei gazebo con gli ombrelloni, scelta di cui non ci capacitiamo visto che in città come Roma e Firenze sono consentiti 12 mesi l’anno».

La replica di Cappelletti L’assessore, però, non sembra scomporsi più di tanto: «L’amministrazione è sempre propensa al confronto, ma se da parte dei rappresentanti di categoria non c’è la stessa disponibilità, andremo avanti ugualmente nello sviluppo dei progetti in cui crediamo, anche perché mi sembra – rincara Cappelletti – che i rappresentanti dei commercianti preferiscano attestarsi su posizioni di retroguardia invece di contribuire al miglioramento del regolamento, ma così facendo finiranno soltanto per danneggiare chi poi dovrà attuare le nuove prescrizioni perché non si potrà più contare su una fase di transizione e accompagnamento, che peraltro avrebbe già dovuto compiersi». E poi: «Anche nel centro storico di Spoleto c’è chi lavora senza gazebo, io vedo attività ben avviate che hanno già scelto questa soluzione, sono convinto che si tratti di un finto problema che ricorda molto quello della Ztl, quando si ripeteva che anche in alta stagione la chiusura del traffico avrebbe danneggiato le attività, inoltre la Soprintendenza ad aprile ha concesso la deroga, precisando che sarebbe stata l’ultima». La guerra è già iniziata.