Nessun demansionamento né mobbing in Ase, il giudice del lavoro respinge la maxi richiesta di risarcimento da 200 mila euro complessivi avanzata da due lavoratori dell’azienda servizi del Comune di Spoleto. La notizia è riportata da Il Messaggero.
Nessun caso di mobbing in Ase Si è chiusa con la pronuncia del giudice Luca Marzullo del tribunale di Spoleto la delicata vicenda legata alla causa intentata un paio di anni fa da due dipendenti Ase che, attraverso i propri legali, hanno contestato la regolarità e legittimità di alcuni demansionamenti professionali, ma anche azioni di mobbing. In questo senso i due avevano anche denunciato l’ex presidente Roberto Loretoni prosciolto dalle accuse dal gup Daniela Caramico D’Auria ai primi di dicembre.
Sorridono i conti dell’Ase E martedì è stata respinta anche la richiesta di risarcimento avanzata in sede civile che avrebbe potuto, come non aveva tardato a mettere in chiaro l’attuale amministratore unico dell’Ase, Angelo Musco, compromettere la tenuta economica finanziaria dell’azienda servizi. Proprio alla luce del procedimento pendente, nell’ambito della definizione dell’ultimo bilancio, Musco aveva proceduto alla costituzione di un fondo rischi, accantonando circa 60 mila euro che ora potrebbero essere destinati a interventi di competenza Ase, si va dalle strade all’illuminazione pubblica fino al verde pubblico e ai cimiteri.
Musco: «In Ase aumenti la serenità» Sulla pronuncia del giudice del lavoro è intervenuto lo stesso Musco: «La sentenza chiude una brutta vicenda del passato, ora mi auguro che ciò contribuisca a migliorare il rapporto di serenità all’interno dell’Ase. I due lavoratori che da luglio scorso sono presenti con continuità in azienda – precisa – operano con professionalità e impegno nel settore elettrico, spero che anche per loro questa sentenza rappresenti la conclusione di un periodo difficile».
