Il carcere di Spoleto (foto Fabrizi)

di C.F.

Due agenti aggrediti nel carcere di Maiano (Spoleto). È ancora il detenuto di 24 anni che lo scorso aprile ha appiccato il fuoco alla cella causando l’intossicazione di tre poliziotti e problemi di ordine pubblico all’interno della casa di reclusione, dietro l’ultimo episodio di violenza consumatosi all’interno dell’istituto.

Detenuto di 24 anni aggredisce 2 agenti A denunciare il particolare caso è direttamente il vicesegretario regionale del sindacao Osapp, Roberto Filippi, che evidenzia anche le difficoltà a collocare in una struttura esterna il soggetto dopo la chiusura degli ospedali psichiatrici. In particolare il giovane detenuto, di nazionalità italiana, si è scagliato con violenza contro due agenti, costringendo il trasferimento di uno all’ospedale di Foligno per tutti gli accertamenti del caso. Fortunatamente entrambe le prognosi emesse dai sanitari non risultano particolarmente gravi, variando da 7 a 10 giorni, ma le ripetute aggressioni da parte del recluso di 24 anni affetto da problemi psichici, non è la prima volta che picchia gli agenti, altre volte la violenza ha riguardato altri detenuti, preoccupano il sindacalista dell’Osapp in servizio nel carcere di Maiano.

«Non si può scaricare chiusura ospedali psichiatrici su polizia penitenziaria» In particolare Filippi nella nota scrive: «Malgrado la professionalità e l’attenzione posta nello spostamento del detenuto conoscendone già i precedenti, è impossibile prevedere una sua aggressione perché prive di qualsiasi motivazione o avvisaglie sotto il profilo emotivo che lascino presagire una reazione violenta. Le strutture esterne che dovrebbero gestire detenuti di questa tipologia, rispondono che è un soggetto troppo violento e non hanno né personale né una struttura adeguata per gestire, così se la chiusura degli ospedali psichiatrici può risultare condivisibile sotto il profilo umano, dall’altra non è accettabile scaricare il problema sulla polizia penitenziaria che senza formazione e strutture pone sacrificio, spirito d’iniziativa ed esperienza continua a sopperire a carenze organizzative».

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