di C.F.
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Non è riuscito a esprimersi all’unanimità neanche sul parere del bilancio di previsione 2013 e Piano di rientro, il collegio dei revisori che a maggioranza ha acceso il disco verde sui due documenti economici, attesi in serata in consiglio comunale per la prima delle due sedute convocate, si prosegue venerdì pomeriggio.
«Nomina urgente di dirigente finanziario» Come capitato per il riaccertamento la presidente Ada Pompili ha bocciato la manovra economica disegnata dai tecnici di Palazzo e dall’assessore Carlo Alberto Zualdi per ripianare in tre anni il disavanzo da 9.1 milioni. Favorevoli, invece, Paolo Burini e Michele Antonini che, comunque, non hanno mancato di formulare alcune raccomandazioni, tra cui quella relativa alla «nomina urgente e definitiva di un responsabile del settore finanziario».
Fondo di riserva troppo leggero Ma a calcare la mano, inevitabilmente, è stata Pompili che in coda alla quarantina di pagine di cui si compone il parere ha sollevato pensati ombre sul Piano di rientro. In particolare, la presidente ha sottolineato il «sottodimensionamento» del Fondo di riserva, peso specifico 188 mila euro, a fronte delle «molto probabili esigenze straordinarie di bilancio» che l’Ente potrebbe essere chiamato a fronteggiare in relazione alla partita aperta con Umbria mobilità, circa un milione di euro, e con un professionista che ha prestato servizio all’Ente per anni senza vedere un centesimo, qui siamo poco al di sotto del milione di euro.
Entrate di «dubbia realizzabilità» Perplessità consistenti sono poi state sollevate sulla copertura complessiva del buco attraverso maggiori entrati che Pompili ha giudicato di «dubbia realizzabilità». La presidente del collegio ha ricordato all’Ente che gli introiti dei permessi a costruire «hanno carattere di eccezionalità e, come sostiene anche la Corte dei Conti, possono essere destinati a spese della stessa natura». In ogni caso, va rilevato che si tratta di entrate strettamente legate all’andamento del mercato immobiliare, tant’è che qui anche Burini e Antonini raccomandano: «Le somme vengano impegnate per spese solo una volta accertata l’entrata».
Recupero evasione Sul fronte del recupero dell’evasione fiscale la presidente rileva la «sostanziale incidenza di entrate incerte» sulla manovra di rientro dal buco di bilancio di parte corrente, praticamente 4.5 milioni di euro. L’Ente, infatti, prevede di rastrellare in tre anni circa 5 milioni di tributi e imposte dovute ma non corrisposte.
Alienazione di Giano Criticità vengono, infine, evidenziate anche sulle dismissioni del patrimonio immobiliare, a cominciare dall‘azienda agricola di Giano a breve in vendita a 4.5 milioni di euro. «Le manifestazioni di interesse – scrive Pompili – sono insufficienti a garantire l’esito positivo dell’alienazione». Fermo restando che, a quanto pare, la stima del valore del lotto effettuata dall’Ente non risulta corredata da alcuna perizia.
