di C.F.
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Casina dell’Ippocastano senza pace, si tira indietro il nuovo gestore. Non si sono neanche avvicinati a Spoleto per prendere visione del contratto preparato dagli uffici del Comune, i rappresentanti legali della società di Fiumicino, Ve.ro srl, che un mese fa si erano aggiudicati definitivamente lo storico locale della movida cittadina caduto in disgrazia da tempo.
La rinuncia dei laziali Con una raccomandata gli imprenditori laziali hanno comunicato formale rinuncia, facendo sfumare la riapertura del bar-ristorante di viale Matteotti al centro di una querelle politica e pure di accertamenti da parte della Corte dei Conti. Già, perché la Casina, chiusa da anni, è iscritta al patrimonio immobiliare dell’Ente che provvede anche ad affidarla a soggetti privati. Operazione che negli ultimi tempi non è riuscita molto bene, tanto che, stando a quanto accertato dalla commissione Garanzia, il Comune attende tuttora di riscuotere 20 mila euro di canoni arretrati di dubbia esigibilità.
Quale futuro? Senza contare che, dopo l’esposto delle opposizioni inviato alla Corte dei Conti, le acquisizioni di atti e pure la richiesta di dimissioni dell’assessore Margherita Lezi, il Comune ha riversato sulla Casina risorse di bilancio, circa 40 mila euro, per riqualificare i locali in vista della riapertura. Che, però, oggi è sfumata. L’offerta da 13.300 euro annui presentata dalla Ve.ro è stata ritirata e altre buste in Comune non ne sono arrivate. Ergo, la palla torna alla giunta e pure al consiglio comunale sempre vigile sulla spinosa vicenda. Se si deciderà per la pubblicazione di un nuovo bando, tentando ancora una volta la via dell’affidamento non è chiaro. Forse, però, servirebbero delle idee.

E’ evidente che il prezzo da pagare e’ troppo alto a fronte di tutti i vincoli che il comune impone. Abbassare il prezzo, aumentare l’appetibilita’ commerciale, licenziare gli assessori stanchi, pigri, vecchi ed inutili. Ci vuole gioventu’, freschezza, e sopratttutto, ONESTA’.