di C.F.
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Tensioni e rivelazioni. È stata una commissione bilancio a dir poco nervosa quella andata in scena giovedì pomeriggio in municipio alla presenza del collegio dei revisori dei conti, oltre che dell’assessore Paolo Proietti e del segretario Mario Ruggieri. Ad agitare gli animi dei consiglieri di opposizioni, che attendevano l’informativa sull’esito del maxi-riaccertamento tuttora in corso, non è stata solo l’assenza del dirigente dell’area Finanziaria Vincenzo Russo, fuori città, e lo slittamento ai primi di settembre della consegna del cruciale documento, ma anche le parole dei due revisori presenti, Ada Pompili e Marco Silvestrini.
Revisori incontrano l’ex dg Sì, perché stando a quanto comunicato nel corso della seduta il collegio nei giorni scorsi avrebbe incontrato l’ex direttore generale Angelo Cerquiglini, sospeso anche dall’incarico di responsabile dell’area finanziaria, da cui avrebbero ricevuto «le linee guida definite dall’Ente per le verifiche contabili, corredate da una serie di osservazioni» con cui Cerquiglini di fatto contesta il metodo individuato. La notizia, inutile dirlo, ha scatenato i consiglieri di opposizione che hanno sollevato dubbi sul ruolo che l’ex dg, indagato per falso ideologico in atto pubblico dalla procura, starebbe avendo in questa delicatissima fase. Sorpresi dell’iniziativa di Cerquiglini anche l’assessore Proietti e il segretario Ruggieri. I revisori non hanno fatto mistero, poi, di essersi presentati all’ufficio tributi dell’Ente per chiedere lumi sullo stato dell’arte del controllo «perché – hanno spiegato – siamo particolarmente preoccupati dalle lungaggini del riaccertamento».
Socialisti contro i revisori Al momento, infatti, non sono solo i consiglieri a non aver preso visione delle carte del caso, richiesta reiterata più volte anche ieri, ma anche lo stesso collegio, attaccato duramente dal consigliere Enzo Alleori (Socialisti). Il capogruppo del garafano ha chiesto conto e ragione dell’operato finora svolto dai revisori, accusati di non avere riscontrato anomalie, riservandosi di adire le vie legali per tutelare la propria immagine di rappresentate istituzionale. «Abbiamo eseguito verifiche a campione e seguito le procedure», è stata la risposta secca di Silvestrini. Dal canto suo l’assessore Proietti è tornato a ribadire che la ricognizione sarà conclusa ai primi di settembre, essendosi «rilevata più complessa del previsto».
Monni (Pdl): «Buco da 9 milioni, maggioranza prenda posizione» Mentre a Spoleto l’attesa continua e il nervosismo aumenta, da Perugia il consigliere regionale Massimo Monni (Pdl) torna all’attacco, riferendo di un «buco da 9 milioni» di euro e di una «situazione catastrofica». Vie d’uscita l’esponente politico del centrodestra ne vede poche: «Il sindaco – torna a ribadire come già fatto ai primi di agosto – deve dimettersi, mentre la maggioranza deve prendere posizione per agevolare un repentino cambiamento». E poi: «È necessario che si faccia luce sull’intera vicenda, affinché i reali responsabili paghino le conseguenze. Tra le altre cose voglio vedere come la sinistra e quindi la maggioranza che, da sempre si comporta come la paladina della giustizia, intenderà affrontare la situazione e quali provvedimenti prenderà di fronte a un esempio così lampante di malagestione. L’amministrazione – conclude – davanti a un disastro del genere credo sia obbligata a prendere atto di come realmente stiano i fatti e a compiere un atto di responsabilità nei confronti dei cittadini».
