Tribunale di Spoleto (foto Fabrizi)

di C.F.
Twitter @chilodice 

Beve un succo di frutta e finisce in ospedale. Sarebbe stata la presenza di una muffa, rilevata nelle analisi che hanno seguito il sequestro della bibita e del contenitore, ad aver costretto il giovane, residente nel comprensorio e costituitosi parte civile, a ricorrere alle cure mediche dopo aver consumato l’alimento prodotto in uno stabilimento emiliano.

Imputato direttore stabilimento Sul banco degli imputati per la delicata vicenda è quindi finito il direttore del sito industriale accusato di lesioni personali, prescritte, e violazione della normativa igienico sanitaria. Oggi in aula davanti al giudice monocratico Roberto Laudenzi hanno sfilato il consulente della procura, rappresentata dal pm Roberta Maio, e quello della difesa, in aula l’avvocato Panico del foro di Parma.

Sentenza a luglio Entrambi gli esperti, però, sono sembrati concordi nel sostenere che difficilmente la contaminazione dell’alimento sia avvenuta in fase di produzione, mentre non è escluso che la presenza della muffa, comunque ritenuta dalla disciplina non patogena, sia stata causata in fase di distribuzione. Tuttavia resta incerta l’origine della contaminazione, tanto si era fatta largo l’ipotesi di una perizia, poi naufragata. La discussione è stata rinviata all’8 luglio, giorno in cui è anche attesa la sentenza.

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