La contaminazione abbandona l’Alta Marroggia e raggiunge San Venanzo, Maiano, Sant’Anastasio, Malfondo e via Falchi. E scatta subito una nuova ordinanza che vieta nelle quattro frazioni e nella via interessata il divieto d’uso dell’acqua per scopi alimentari, mentre viene revocato lo stesso divieto in vigore da lunedì scorso nelle aree di Baiano, San Giovanni di Baiano, San Martino in Trignano e zone limitrofe.
Nuova emergenza A fare suonare di nuovo il campanello d’allarme sono stati i risultati delle analisi eseguite mercoledì dal dipartimento Prevenzione dell’Asl 3 su alcuni punti dell’acquedotto fino a quel momento estranei alla vicenda. Nella zona di San Venanzo i campionamenti hanno dato esito positivo rilevando una nuova contaminazione, con ogni probabilità del tutto simile a quella che per cinque giorni ha tenuto con il fiato sospeso i residenti dell’Alta Marroggia.
Disinfezione La Vus nel primo pomeriggio di venerdì ha provveduto a eseguire una disinfezione straordinaria a base di cloro nell’acquedotto comunale. Operazione che qualche ora dopo permetteva all’Asl 3 di rilevare «valori che possono considerarsi efficaci per ripristinare la potabilità». Nuovi campionamenti sono stati eseguiti e per oggi sono attesi i risultati. L’emergenza, comunque, non è affatto rientrata e la notizia di nuove zone interessate alla contaminazione crea inevitabilmente un diffuso allarme tra i cittadini. Va comunque precisato che i prelievi effettuati in altre zone della citta, come il centro storico, hanno dato esito negativo.
Sindaco: «Ci costituiremo parte civile» Per sabato si attendono i risultati dei nuovi campionamenti effettuati venerdì nelle ore calde della nuova emergenza. Sulla delicata vicenda, va ricordato, che la procura della Repubblica ha aperto un fascicolo d’inchiesta a carico di ignoti, ipotizzando il reato di avvelenamento colposo delle acque. E in questo senso il sindaco Daniele Benedetti ha affermato: «Il nostro livello di attenzione resta particolarmente elevato e si spingerà fino alla costituzione di parte civile qualora l’indagine della magistratura portasse ad individuare responsabilità dirette volte a recare danno alla salute pubblica». Dello stesso avviso anche il vicesindaco Stefano Lisci che ha espresso «piena condivisione per l’iniziativa della magistratura». Ma al momento resta da individuare l’origine della contaminazione da batterio fecale che da lunedì sta creando forte apprensione e notevoli disagi a migliaia di cittadini.

