di M.T.
Nel tardo pomeriggio di venerdì 17 aprile un’auto guidata da una persona anziana ha colpito una vetrina del negozio di Brunello Cucinelli nel centro storico di Praga. Da quanto raccolto da Umbria24 l’incidente sarebbe stato accidentale e la vetrina è andata letteralmente distrutta.
L’episodio si inserisce in un contesto molto preciso, sia geografico sia simbolico. Secondo quanto ricostruito si tratterebbe di una donna anziana che avrebbe perso il controllo dell’auto finendo contro la vetrina della boutique. Non risultano feriti e l’anziana donna è stata prontamente raggiunta da chi di dovere.
La boutique si trova al civico 19 di Pařížská, nel quartiere Josefov, cioè l’antico ghetto ebraico oggi completamente trasformato in zona commerciale di fascia altissima. L’apertura del punto vendita rientra nella fase di espansione dei marchi del lusso internazionale a Praga tra il 2017 e il 2018. In quel periodo, diversi brand – tra cui Brunello Cucinelli – hanno inaugurato nuovi spazi nella stessa via, contribuendo a ridefinirne il profilo commerciale di questa area storica della città.
Ovviamente le aperture di brand di lusso si legano anche all’indiscutibile crescita del turismo di fascia alta e all’ingresso della città nei circuiti globali del lusso Pařížská non è una via commerciale qualsiasi. È un asse rettilineo che collega la piazza della Città Vecchia al ponte Čechův, costruito tra fine Ottocento e inizio Novecento durante la ristrutturazione urbanistica dell’area ebraica. Oggi è considerata la principale “high street” del lusso della capitale ceca. Qui si concentrano marchi globali come Cartier, Louis Vuitton, Gucci e altri nomi dell’alta gamma. La presenza di questi brand ha portato la strada a entrare nelle classifiche internazionali delle vie commerciali più costose d’Europa, con canoni in crescita e disponibilità di spazi estremamente limitata.
Anche a Praga il negozio sCucinelli si presenta con lo stile che il mondo ha imparato a conoscere, spazi interni progettati con materiali naturali, palette neutre, esposizione non affollata. L’obiettivo non è la vetrina spettacolare ma la coerenza con un’immagine legata al cashmere, alla sartorialità e all’artigianalità italiana che modella forme su saperi lontani e a un’idea di eleganza discreta. Il punto vendita tratta collezioni uomo e donna ed è aperto tutti i giorni con orario continuato, configurandosi come una delle boutique “stabili” della via.
Il fatto che l’incidente, sia avvenuto in questa strada non soltanto accende i riflettori della cronaca per l’immagine del marchio, ma anche per il significato simbolico di questo luogo. Pařížská è uno spazio urbano fortemente controllato, con traffico limitato e presenza costante di turismo internazionale ad alta capacità di spesa. Colpire una vetrina in questa strada significa intervenire, anche solo per un fatto accidentale, su uno dei simboli più visibili della trasformazione economica di Praga negli ultimi vent’anni: da città post-socialista a destinazione consolidata del lusso globale. In questo senso, più che il danno materiale – al momento non quantificato pubblicamente – fa rumore il valore simbolico: una via dove ogni metro quadrato è tra i più costosi della città e dove ogni apertura commerciale è il risultato di una competizione internazionale tra marchi.
