di C.F.
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È stato condannato a cinque anni di reclusione dal gup Augusto Fornaci, il nordafricano di 29 anni arrestato la primavera scorso dai carabinieri che nell’appartamento del giovane sequestrarono oltre 6.4 chilogrammi di hashish, più della metà dei quali nascosti in un forno a legna trovato nella cantina dell’abitazione.
La condanna a cinque anni di reclusione per spaccio, non contestata l’aggravante dell’ingente quantitativo e non concesse le attenuanti generiche, è arrivata ieri mattina dopo che il legale del giovane, di nazionalità marocchina e incensurato, l’avvocato Francesco Mattiangeli, ha scelto per il suo assistito il giudizio con rito abbreviato. In aula a rappresentare l’ccusa il pm Gennaro Iannarone che ha, invece, formulato una richiesta di condanna a 5 anni e 4 mesi. All’uscita dal tribunale l’avvocato Mattiangeli ha annunciato il ricorso in Corte di Appello.
L’arresto del giovane era scattato nell’ambito di un’operazione antidroga avviata sulla base delle segnalazioni di alcuni residenti che riferivano di movimenti sospetti in una zona isolata della città. Indagini e appostamenti portarono al fermo del 29enne, trovato in possesso di 10 grammi di hashish. Ma è stato nel corso della successiva perquisizione domiciliare che i carabinieri sequestrarono 6.4 chilogrammi di hashish, di cui 4.6 nascosti nel forno a legna della cantina insieme a 70 grammi di cocaina purissima, ma anche un’ottantina di ovuli, vale a dire hashish di elevata qualità. In casa del giovane i militari trovarono anche 2.500 euro in contanti, otto cellulari, un’agendina su cui erano stati segnati una serie di contatti telefonici di clienti abituali, bilancino di precisione, coltelli e bustine per organizzare lo spaccio.
