di Enzo Beretta
Condannato a quattro mesi di reclusione e al pagamento di una multa da cinquemila euro G.S., ritenuto responsabile dal tribunale di Ancona di aver prodotto e commercializzato opere d’arte attribuite al maestro Elvio Marchionni. Il pittore di Spello è conosciuto in tutto il mondo: è il ritrattista del Papa e ha dipinto l’unica immagine della Sacra Bibbia del Vaticano. I fatti per i quali il legale rappresentante della Leader Srl di Osimo è stato condannato (anche al pagamento di un risarcimento di 30 mila euro, la partita è ancora aperta in sede civile) risalgono al 2008 quando si interruppe la collaborazione tra l’artista umbro e la società di Recanati specializzata nella commercializzazione di immagini sacre. Nel 2005 venne ideata perfino una specifica linea denominata Petra per vendere le opere di Marchionni il quale realizzava il bassorilievo a mano consegnando l’opera finita alla Leader che «si limitava ad apporre le applicazioni in argento».
Il ruolo del gioielliere A far conoscere Marchionni e G.S. fu un gioielliere, determinante nelle indagini quando il rapporto tra il maestro e la Leader finì. Infatti – è spiegato nell’atto di costituzione di parte civile dell’avvocato Maria Antonietta Belluccini – nella primavera del 2010 vennero consegnati nella gioielleria di Spello due «pezzi chiaramente contraffatti recanti nella parte posteriore la certificazione della realizzazione nella bottega Marchionni». «Prodotti di scarsa qualità – insiste Belluccini – impossibili da attribuire al maestro». E’ stata avvisata la guardia di finanza che ha rintracciato una terza opera in un esercizio commerciale di Bastia Umbra. Nel corso della perquisizione nei locali della Leader «vengono rinvenuti bassorilievi allo stato grezzo e palesemente contraffatti» insieme a «calchi in silicone». «G.S. si era dotato di strumenti propri per realizzare opere come quelle di Marchionne di cui conosceva il procedimento di produzione – prosegue il legale – cercando di bypassare l’artista e approfittando del fatto che la produzione della linea Petra veniva per lo più venduta all’estero».
«Opere contraffatte con certificato di autenticità» Prosegue l’atto: «La Leader si era organizzata con una propria produzione, contraffatta e venduta come opere dell’artista, con tanto di certificato di autenticità. Del resto la produzione dell’opera era ben nota a G.S. che più volte aveva assistito il maestro nella sua realizzazione. Ciò che l’imputato non era stato in grado di riprodurre era stata la mano dell’artista e la sua capacità pittorica proveniente da anni di esperienza, competenza e sperimentazione nello studio delle tecniche che hanno portato Marchionni ad essere affiancato alle figure dei più grandi maestri dell’arte del passato». G.S. è stato dunque condannato per il reato di vendita di prodotti industriali con segni mendaci. L’accusa di tentata truffa nei confronti del gioielliere è caduta in prescrizione.
