Spello

Approvato il bilancio di previsione 2014. Batte tutti in Umbria e per poco non conquista anche il record nazionale, il piccolo Comune di Spello guidato dal sindaco Sandro Vitali che, ieri, ha incassato il via libera dalla maggioranza del consiglio comunale sulla manovra economica da 9 milioni, conquistandosi così la possibilità, di questi tempi più unica che rara, di operare a pieno regime fin dal primo gennaio. Quest’anno, per intendersi, il ministero dell’Interno aveva prorogato fino al 30 novembre i termini per l’approvazione dei previsionali 2013.

Introdotta addizionale Irpef progressiva In municipio del risultato centrato, inutile dirlo, vanno particolarmente fieri anche perché, nonostante i tagli ai trasferimenti dello Stato, la fiscalità locale non solo è rimasta invariata, le aliquote Imu non sono state ritoccate all’insù, ma la struttura tecnica e l’assessore al bilancio Vittorio Ciancaleoni hanno anche introdotto il principio della progressività per l’addizionale Irpef, seguendo l’esempio dato già l’anno scorso dal vicino Comune di Foligno. «Applicando l’imposta in base agli scaglioni di reddito – spiega Ciancaleoni – abbiamo favorito l’equità, riuscendo a confermare l’esenzione totale per redditi fino a 10 mila euro».

Aliquote Imu invariate Per quanto riguarda l’Imu, per il 2014 sono state confermate le aliquote del 2013: per l’abitazione principale e pertinenze aliquota a 0,35%, mentre per gli altri fabbricati e terreni edificabili l’aliquota e’ stata confermata a 0,90%, per le abitazioni tenute a disposizione non locate 0,96%.  «Sul fronte rifiuti – continua Cincaleoni – la Tares resterà, per le utenze domestiche e non domestiche, tra le più basse rispetto a quelle applicate negli altri comuni del comprensorio e ben al di sotto della tariffa rifiuti media dell’Umbria». Senza contare che anche per il 2014 è stato allontanato l’incubo della tassa di soggiorno.

Nessun taglio a sociale e cultura Mantenuti, poi, tutti i servizi socio assistenziali ed educativi, le cui tariffe non fanno registrare aumenti, mentre nessun taglio ha interessato il comparto della cultura con annessi eventi. Al contrario, però, prosegue la razionalizzazione della spesa pubblica e viene confermato il taglio delle indennità del 10% per sindaco e giunta, del 30% per quella di funzione e di risultato del direttore generale e del 10%  per l’indennità di posizione dei responsabili di area.

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