Poliziotti al lavoro (foto ©Fabrizio Troccoli)

Un ragazzo, anzi un ragazzino, cammina con atteggiamento sospetto per i giardinetti di Ferro di Cavallo a Perugia. Ha appena 18 anni e alla vista dei poliziotti che lo avvicinano manifesta un nervosismo spropositato. Quanto basta agli agenti per provare a capire cosa nasconde il giovane. Ha nelle mutande 14 dosi di hashish. E’ un perugino, incensurato. I poliziotti decidono di approfondire anche in casa e nella sua abitazione trovano un’altra dose di hashish. Viene denunciato. Chissà che l’esperienza possa fungere da deterrente.

A Santa Maria degli Angeli invece, alla stazione ferroviaria, un giovane, anch’egli 18enne e con un ‘curriculum di tutto rispetto’, di origini napoletane ma da tempo residente in questa zona, conosciuto alle forze dell’ordine per uso di stupefacenti, ma anche per rapina, ricettazione e percosse, viene fermato mentre è in compagnia di una ragazza anche lei con precedenti di polizia. Nel suo zaino i poliziotti trovano un coltello di 21 centimetri. E’ indagato per porto abusivo di arma da taglio.

A breve distanza da qui, qualche tempo dopo, un 37enne marocchino viene fermato dai poliziotti. Anch’egli ha precedenti sia di furto che di ricettazione e aggressione a pubblico ufficiale. Era stato allontanato per un periodo di tre anni dal Comune di Assisi. Ma è ancora qui. Denunciato.

Ritornando a Perugia, invece, non combaciano i nomi presenti in un certificato dell’Asl per il ritiro di metadone, e quello riportato sulla bottiglietta. Accade a un tunisino che viene fermato dalla polizia. Alla richiesta di documenti esibisce quello dell’Asl, ma i poliziotti gli trovano la bottiglietta di metadone con un altro nome. Dovrà ammettere che lui è quello riportato sulla bottiglietta e che il certificato è di un suo connazionale. Lo confermeranno anche le verifiche della polizia, una volta che l’hanno condotto in questura. Il 48enne è stato quindi denunciato per false generalità e perché inottemperante a un ordine di espulsione.

 

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