di En.Ber.
La Procura di Perugia autorizza il Camping Village Punta Navaccia ad «utilizzare l’area sottoposta a sequestro preventivo» e i 75 bungalow ritenuti abusivi per consentire ai titolari di «concludere la stagione estiva» ed «onorare le prenotazioni ricevute». La struttura ricettiva di Tuoro sul Trasimeno tira un grande sospiro di sollievo perché – come avevano spiegato gli avvocati Giancarlo Viti e Mario Rampini – la conferma del provvedimento avrebbe portato «in brevissimo tempo al dissesto e alla chiusura» del campeggio.
Stagione estiva Per il pubblico ministero Manuela Comodi è «ragionevole e non pregiudizievole consentire alla società che gestisce il camping di concludere la stagione». Per Viti si tratta di un «provvedimento di buon senso». Nelle poche righe il magistrato ha spiegato di «accogliere l’istanza», seppur con alcune indicazioni: l’area e «le costruzioni insistenti» verranno utilizzate «nella forma della gestione ordinaria e con divieto di compiere qualunque atto di gestione straordinaria». I gestori non potranno neppure «modificare e alterare lo stato dei luoghi». La polizia giudiziaria che «ha eseguito il sequestro» – è sempre spiegato nell’atto della Procura – dovrà svolgere «periodici controlli» per verificare la «puntuale osservanza del provvedimento».
I segni del sequestro «Fermo restando il sequestro preventivo ed i suoi effetti» il magistrato inquirente «non accoglie la richiesta di rimuovere tutti i segni dell’intervento» e ha incaricato «la polizia giudiziaria di eliminare (o modificarne l’ubicazione) di quelli che impediscono ai clienti il pieno godimento dell’area e delle costruzioni». «Difficilmente i turisti – aveva spiegato la difesa nel proprio ricorso – accetterebbero di dimorare in alloggi con evidenti segni della sottoposizione a sequestro».
Lottizzazione abusiva Nell’ordinanza del gip Lidia Brutti sono indicate 47 casette costruite in area verde e 28 su zona destinata a parco naturale. Per lottizzazione abusiva e deturpamento di bellezze naturali è indagato un 85enne di Perugia. Le indagini sono iniziate nel 2014 in seguito alla trasmissione di una comunicazione di notizia di reato da parte della polizia municipale di Tuoro. Agli atti del fascicolo c’è anche un’ordinanza del Comune che «ordinava la demolizione delle opere abusive e il ripristino dello stato dei luoghi». Poi la difesa ha proposto il «punto di sintesi» e la Procura della Repubblica ha accolto l’istanza.
