di Francesca Marruco
A quasi cinque anni dalla scomparsa di Sonia Marra arriva una prima decisione di un giudice dopo le lunghe indagini portate avanti dalla procura perugina. Il gup Massimo Ricciarelli ha rinviato a giudizio l’ex guardia forestale di Marsciano Umberto Bindella per omicidio, occultamento di cadavere e furto, e il suo amico finanziere Dario Galluccio per favoreggiamento, o, in alternativa per concorso.
Rinvio a giudizio Dopo quasi cinque anni, un giudice ha deciso che gli imputati, che si sono da sempre dichiarati innocenti, devono rispondere davanti ad una corte d’assise di reati gravi quali quelli che gli vengono contestati, perché «sussistono allo stato i presupposti per il rinvio a giudizio». Per i pm Giuseppe Petrazzini e Angela Avila Umberto Bindella ha ucciso Sonia Marra, probabilmente a causa della ipotizzata gravidanza della studentessa pugliese, ne ha nascosto il cadavere, che in tutto questo tempo non è mai stato trovato, e ha rubato il telefono cellulare. Galluccio lo avrebbe aiutato nel suo intento, mentendo agli inquirenti.
Sonia e Umberto, verità e bugie Contro Umberto Bindella non c’è una prova schiacciante, qualcosa che lo inchiodi come responsabile della morte di Sonia. Ma ci sono tanti elementi che hanno fatto propendere il giudice per il rinvio a giudizio. Per accusa e gup Bindella ha mentito sul rapporto che aveva con Sonia col solo scopo di tutelarsi e allontanare da sé i sospetti degli inquirenti. Sonia e Umberto si conoscono perché entrambi frequentano la scuola di Teologia di Montemorcino. Bindella, che si è sempre detto innocente, ha ammesso di aver avuto un’amicizia con la Marra, ma ha sempre negato di aver avuto una relazione con la ragazza e di essere il padre del bambino che aspettava. Stando a lui i due avrebbero avuto un solo approccio intimo oltre un mese prima della scomparsa della giovane. La versione di Bindella non corrisponde però a quanto riferito dalle amiche della ragazza e dal suo ex fidanzato.
Le versioni di Umberto e quelle dei testimoni A smentire Bindella anche un suo amico poliziotto più volte sentito dagli inquirenti che ha dichiarato: «Umberto mi disse che aveva con la ragazza un’amicizia intima e che qualcosina ci stava facendo. Queste forse non erano le parole esatte ma il senso era quello. Il termine “intimo” lo ricordo precisamente». Secondo la procura il movente dell’omicidio sarebbe da ricercarsi proprio nella gravidanza indesiderata. Che avrebbe potuto dar vita ad una discussione sfociata in omicidio. Sonia prenotò una visita ginecologica a cui non si presentò mai. A sostegno della tesi accusatoria ci sono tra l’altro, la testimonianza di un’amica di Sonia che riferisce che i due non si vedevano molto, ma facevano sempre sesso, quella di poliziotto amico del 31enne a cui lo stesso Bindella avrebbe confessato di aver fatto «un gran casino» e una «cosa cattiva cattiva» ,e quella di una suora a cui la Marra avrebbe mostrato un sms del Bindella in cui lui le diceva di bere prima di fare il test di gravidanza. Senza contare la vicina di Sonia che riconosce in Bindella la persona che vide uscire la sera della scomparsa di Sonia dall’appartamento della ragazza.
Bindella: grande delusione, non si saprà mai verità su Sonia All’uscita dall’udienza preliminare Umberto Bindella ha parlato di «grande delusione» perché, a suo parere, «si chiude la possibilità di poter far chiarezza su alcuni punti oscuri di questa vicenda e quindi di poter sapere veramente che fine ha fatto Sonia Marra». Sul processo, l’indagato ha detto che non farà luce su tutto, «non è come in tv alla Perry Mason: porterà solamente alla verità sulla mia colpevolezza o innocenza e per quello sono tranquillo». «Io sono innocente – ha ripetuto – purtroppo non c’è stata la possibilità di verificarlo in base al materiale fornito dal pm con le indagini che presentano diversi punti oscuri». L’avvocato Daniela Paccoi, che lo difende insieme a Silvia Egidi, ha parlato di «decisione già scritta».
Anna Marra: dal processo arriverà la verità su Sonia «Sono molto fiduciosa nella giustizia, la verità verrà a galla durante il processo» Ha detto invece Anna Marra, la sorella di Sonia, che dalla scomparsa della sorella si è trasferita a Perugia per seguire da vicino le indagini. «Sono molto felice di come è andata oggi – ha aggiunto la Marra – Credo che nel processo si verrà a sapere finalmente che fine ha fatto mia sorella». L’avvocato Alessandro Vesi che nel processo rappresenta la famiglia della giovane scomparsa, ha commentato dicendo che «non si può parlare di vittoria, oggi nessuno ha vinto».
Galluccio, ” Dimostrerò la mia innocenza” «Dimosterò la mia innocenza» Lo ha sostenuto Dario Galluccio il finanziere amico di Bindella rinviato oggi a giudizio insieme a lui per favoreggiamento . Galluccio, difeso dal penalista perugino Francesco Falcinelli, è imputato per concorso in omicidio e occultamento di cadavere, o in alternativa, di favoreggiamento nei confronti del principale indagato. Sarà la corte d’assise di Perugia il 7 luglio prossimo a dover prendere una decisione in merito. L’avvocato Francesco Falcinelli, ha parlato di «accuse agli antipodi l’una dall’altra». «Con serenita’ dimostreremo l’assoluta inconsistenza di ogni addebito» ha annunciato uscendo dall’aula del gup Massimo Ricciarelli.
La storia di Sonia In questi anni la famiglia della ragazza, originaria di Specchia (Lecce) non si è mai arresa nelle ricerche della giovane, facendo continui appelli, affiggendo manifesti, sollecitando la magistratura e le istituzioni. La 25enne viveva da sola a Perugia, in un appartamento della zona di Elce. A dare l’allarme furono proprio i suoi familiari non riuscendo più a contattare la ragazza telefonicamente.
Quale verità La verità processuale ha imboccato una strada che chiude tutte le altre. Ma quella reale, quella che esiste fuori dalle aule di tribunale rimane un mistero. E forse continuerà ad esserlo. Chi potrà mai raccontare dove è nascosto il cadavere di Sonia e come è stata uccisa?

