Gdf in azione (Foto archivio)

di Chiara Fabrizi

«Truffato per 200 mila euro dal mio migliore amico». È distrutto il giovane che insieme ad undici familiari ha investito ingenti capitali nei prodotti finanziari e assicurativi proposti dall’agente spoletino sul quale indagano, ormai da una decina di giorni, gli uomini della guardia di finanza. «Non sappiamo – aggiunge l’amico – che fine abbiano fatto i soldi che per anni tre nuclei familiari hanno affidato a quello che è sempre stato considerato uno di casa». Per le fiamme gialle la presunta truffa si aggirerebbe, al momento, intorno ai 250-300 mila euro con una quindicina di denunce, ma la cifra sembra inevitabilmente destinata a salire.

Perquisizioni Sì, perché l’indagine sul caso dell’agente assicurativo spoletino con un vasto portafoglio clienti distribuito tra la città e molte zone della Valnerina sta muovendo in questi giorni i primi passi. La gdf in questi giorni ha svolto sul broker indagini e perquisizioni, acquisendo documenti ora al vaglio degli investigatori incaricati di ricomporre l’articolato mosaico di contratti, assegni circolari e versamenti costruito negli anni.

La presunta truffa A quanto risulta l’agente, conosciuto e stimato in tutto il comprensorio, avrebbe venduto prodotti di cui nell’agenzia della nota compagnia italiana per il quale lavorava non risulterebbe traccia. Così come gli assegni circolari con i quali i clienti pagavano i premi o le soluzioni di investimento non sarebbero mai pervenuti all’agenzia che, va detto, nella vicenda è parte lesa e già da una settimana ha invitato gli intestatari dei contratti a recarsi in sede per verificare le singole posizioni.

Gli assegni Le indagini si starebbero concentrando, è inevitabile, proprio sugli assegni circolari intestati all’agenzia, ma mai pervenuti e tuttavia, questo il punto, già incassati. Non è chiaro, infatti, dove siano finiti i capitali investiti e, soprattutto, come e da chi siano stati riscossi assegni intestati alla compagnia assicurativa. Ai finanzieri del maggiore Luca Formica il compito di sbrogliare la ragnatela di operazioni e far luce sui tanti punti in ombra della vicenda.

«Truffato dal mio migliore amico» Nel frattempo si moltiplicano i casi di persone rimaste coinvolte nella presunta truffa, le denunce. A dir poco drammatica la storia delle tre famiglie che al broker spoletino avrebbero consegnato circa 200 mila euro, le undici persone non avrebbero ancora sporto denuncia, ma lo faranno a brevissimo. «Nelle sue mani – spiega l’amico che preferisce restare anonimo – abbiamo messo i risparmi di una vita perché per tutti era a pieno titolo uno di casa, vacanze, festività, cene, pure il chierichetto abbiamo fatto insieme e per questo ci siamo fidati ciecamente».

«Non sono gli stessi contratti» La famiglia è già stata in agenzia per le verifiche del caso. «Ci sono andato la settimana scorsa con i contratti di tutti i miei familiari – aggiunge l’uomo – e anche se stanno controllando è stato evidente fin dai primi istanti che i documenti sottoscritti da noi erano ampiamente differenti, sia per cifre che per condizioni, a quelli depositati alla compagnia. Stiamo aspettando di capire come agire per recuperare le somme, ma immagino che a breve sarò costretto a sporgere regolare denuncia o a depositare un esposto».

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