Maltempo a San Pellegrino (foto Fabrizi)

di Chiara Fabrizi

Un mese dopo il terremoto del 24 agosto l’Umbria, come le altre Regioni, chiude la fase di soccorso urgente e struttura quella dell’accoglienza degli sfollati. I dati forniti dalla protezione civile alle 18 di venerdì riferiscono di 407 persone assistite nei punti di accoglienza tra tende e dormitori, mentre 200 circa hanno vinto la paura delle scosse continue e accettato la sistemazione in albergo, altrettante famiglie hanno richiesto il contributo per l’autonoma sistemazione (600 euro al mese).

Quattrocento tra tende e dormitori Dal Centro funzionale di Foligno, poi, si spiega che a San Pellegrino nelle ultime ore sono state smontate la metà delle tende, undici quelle che restano nel campo alle porte del paese classificato come zona rossa in cui sono iniziate le messe in sicurezza dei vigili del fuoco necessarie per permettere a chi ha la casa agibile di rientrare, paura permettendo. Già, perché le 400 persone ancora collocate con le tende fanno i conti col trauma del terremoto, profondo a tal punto da tenere testa al freddo e all’umidità delle tende. Per questo continuano a lavorare psicologi, operatori sociali e gli stessi amministratori locali impegnati in un dialogo continuo con gli sfollati, tra loro anche anziani, che non possono più trascorrere altri giorni nelle tende. «Non deporteremo nessuno – ha detto da Palazzo Chigi il commissario per la ricostruzione Vasco Errani – e siamo consapevoli che la stagione in cui si è verificato il sisma è ben differente da quella dell’Emilia e dell’Abruzzo dove la popolazione è rimasta anche cinque mesi nelle tende». E di certo le scosse che si continuano ad avvertire non agevolano il percorso avviato.

Messe in sicurezza e casette Mentre si tenta di effettuare un’azione di sostegno agli sfollati ancora nei campi di accoglienza, si accelera sulle messe in sicurezze. In Umbria le squadre dei vigili del fuoco hanno iniziato le puntellature funzionali anche a mettere in sicurezza edifici pericolanti per permettere alle famiglie con casa agibile di rientrare all’interno della propria abitazione. Interventi risultano in corso a Cascia, Preci, Monteleone di Spoleto e a Norcia, unico comune in cui verranno realizzati due campi per le casette prefabbricate al massimo in cinque, sei mesi i campi. Novanta quelle già ordinate a cui se ne potranno aggiungere poche altre unità una volta che saranno terminate le verifiche di agibilità e definito con precisione il numero degli sfollati che avranno bisogno di un alloggio per il lungo periodo. Già, perché in base al bilancio provvisorio sono circa 200 gli edifici su cui pende l’inagibilità parziale o temporanea quindi risolvibile nel medio periodo.

Moduli prefabbricati per la scuola elementare Nelle tende restano ancora i bimbi della scuola elementare De Gasperi danneggiata gravemente dal sisma. In questo senso il Comune di Norcia ha indetto la procedura negoziata da oltre mezzo milione di euro per noleggiare la struttura modulare che ospiterà le venti classi della scuola, che comprende anche la materna. Le coperture finanziarie sono state in parte assicurate dai 300 mila euro donati della Consulta delle Fondazioni Cassa di Risparmio dell’Umbria (Perugia, Terni, Foligno, Spoleto e Città di Castello) e per le restanti dalla protezione civile. La procedura scadrà il 29 settembre e le aziende saranno invitate direttamente dal Comune che ha stimato in venti mesi la durata del noleggio. L’aggiudicazione avverrà in favore della ditta che proporrà il maggior ribasso.

Marini: ‘Positiva l’azione del governo’ La presidente Catiuscia Marini, che sarà nominata vicecommissario per la ricostruzione, al pari dei presidenti di Lazio, Marche e Abruzzo a margine della conferenza stampa di Palazzo Chigi ha commentato: «Condivisione piena sull’impostazione scelta dal governo. La previsione di ricostruire tutto quello che il sisma ha danneggiato, comprese le seconde case, rappresenta una novità particolarmente significativa, al fine di garantire una sicurezza diffusa in un territorio sismico ma anche per dare prima di tutto certezza ai cittadini ed alle popolazioni colpite”. E poi: “Abbiamo anche condiviso la scelta di investire risorse oltre che per la ricostruzione, anche per finanziare una serie di provvedimenti per la ripresa economica e la valorizzazione delle attività produttive presenti nell’ area del sisma. Il nostro obiettivo è consentire, come nel caso dell’Umbria, che la Valnerina molto rapidamente torni in piedi, a cominciare dalla sua vocazione turistica, ricettiva e delle attività dell’agroalimentare. Anche per questo è importante sottolineare che ogni provvedimento di carattere economico e fiscale interesserà tutti i Comuni della cosiddetta ‘area interna” della Valnerina: Arrone, Cascia, Cerreto di Spoleto, Ferentillo, Montefranco, Monteleone di Spoleto, Norcia, Poggiodomo, Polino, Preci, Sant’Anatolia di Narco, Scheggino, Sellano e Vallo di Nera».

Nencini a Norcia Venerdì a Norcia il viceministro Nencini ha incontrato i sindaci Nicola Alemanno, Gino Emili, Marisa Angelini e Pietro Bellini: «Questo territorio – ha commentato – ancora una volta a seguito del terremoto si trova in una situazione di estrema fragilità per cui si rende necessario attuare subito politiche in grado di frenare l’esodo delle famiglie dal territorio oltre che politiche di rilancio dell’economia locale. L’Alta Valnerina non sarà lasciata sola dal governo che punta attraverso il progetto “Casa Italia” a mettere in sicurezza il Paese partendo dalla prevenzione fino al sostegno fiscale. Un obiettivo che non riguarderà solo le abitazioni private ma anche il patrimonio pubblico».

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