di Dan.Bo.

Nessun controllo straordinario o metal detector nelle scuole dell’Umbria, sulle quali comunque rimarrà alta l’attenzione in termini di prevenzione e contrasto ai fenomeni di illegalità.  È questo in sintesi l’esito della riunione di mercoledì del Comitato per l’ordine e la sicurezza, presieduto dal prefetto Francesco Zito, dedicato alla direttiva congiunta dei ministeri dell’Interno e dell’Istruzione, arrivata pochi giorni fa, che prevede un «rafforzamento delle azioni di prevenzione e contrasto di fenomeni di illegalità negli istituti scolastici». 

La riunione Rafforzamento che arriva dopo l’uccisione, provocata da una coltellata sferrata da un compagno di classe, di un 18enne a La Spezia e in seguito ad altri episodi di violenza giovanile. Alla riunione, oltre al prefetto, hanno partecipato il neo direttore dell’Ufficio scolastico regionale, Ernesto Pellecchia, i vertici provinciali delle forze dell’ordine e, per il Comune di Perugia, la sindaca Vittoria Ferdinandi e il consigliere con delega alla sicurezza Antonio Donato.

La direttiva Il documento ministeriale nasce per dare una risposta coordinata all’aumento di episodi di violenza, alla presenza di armi, allo spaccio di sostanze e ad altre forme di illegalità che coinvolgono gli studenti. La linea indicata non è quella di una sorveglianza generalizzata, ma di un lavoro continuo di prevenzione e di intervento tempestivo nei casi in cui emergano segnali concreti di rischio. Al centro resta l’idea che la scuola debba essere un luogo sicuro perché solo in un contesto di sicurezza è possibile costruire percorsi educativi fondati sul rispetto e sulla convivenza.

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Le azioni Durante l’incontro, spiega la Prefettura in una nota, sono state individuate le azioni ritenute più efficaci per prevenire «atti di violenza tra giovani, il porto di armi o di altri oggetti atti ad offendere all’interno o nelle immediate vicinanze degli istituti scolastici», oltre che per contrastare lo spaccio e il consumo di sostanze nelle aree frequentate dagli studenti. L’attenzione sarà quindi costante, in particolare negli istituti superiori, ma non si tradurrà in controlli automatici o indiscriminati. Eventuali interventi mirati, compresi controlli specifici, potranno essere attivati solo in presenza di situazioni di criticità segnalate dai dirigenti scolastici. La direttiva prevede infatti che strumenti come i metal detector possano essere utilizzati soltanto in casi gravi e motivati, su richiesta delle scuole e con controlli effettuati esclusivamente dalle forze di polizia. In Umbria, al momento, non sono emerse condizioni tali da giustificare misure di questo tipo.

Prevenzione Il prefetto Zito nel corso della riunione ha ribadito più volte che «la prevenzione rappresenta la parola chiave», sottolineando come il rafforzamento della sicurezza passi soprattutto dalla capacità di intercettare per tempo i segnali di disagio. In questa prospettiva diventa centrale la definizione di metodi condivisi per la gestione delle segnalazioni, l’attivazione rapida delle forze dell’ordine e il coinvolgimento dei servizi competenti quando si manifestano fragilità o difficoltà tra i ragazzi.

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