Il ministro Cancellieri e il sindaco Boccali questa mattina a Perugia (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

«L’Umbria e Perugia hanno bisogno di una risposta importante, tutte le istituzioni ora devono fare quadrato». Arrivata in città lunedì mattina per incontrare i sindaci dell’Anci sul tema della sicurezza e dei poteri dei primi cittadini, il ministro del’Interno Annamaria Cancellieri prova a darle queste risposte, almeno per la parte che le compete: il ministro ha fornito infatti una serie di rassicurazioni a proposito degli spazi di proprietà dei ministeri da destinare a nuovi presìdi di sicurezza, ha promesso che manterrà in città, anche se non è chiaro per quanto, i rinforzi arrivati dopo la notte di follia dell’8 maggio, ha assicurato il «massimo impegno» del governo sulla Carta delle autonomie locali, che razionalizza tra l’altro la materia delle ordinanze, e sulla riforma delle polizie municipali.

Alti livelli di sicurezza Tutti provvedimenti che partono dalla constatazione, fatta durante l’intervento di chiusura dell’assemblea alla sala dei Notari, che «l’Italia – ha detto – rimane ai livelli più alti in materia di sicurezza con l’Umbria che è tra le regioni migliori anche grazie al livello di civiltà del suo popolo. Bisogna lottare perché questi livelli di sicurezza non vengano scalfiti ma se possibile migliorati». Un’analisi che manda su tutte le furie il centrodestra locale. L’onorevole Pietro Laffranco si chiede «in che paese vive la Cancellieri», il consigliere comunale Leonardo Varasano parla di un «intervento deludente» mentre Fli di «montagna che ha partorito un topolino».

LA DIRETTA DEGLI INTERVENTI ALLA SALA DEI NOTARI

L’avamposto dello Stato Il ministro per il resto ha risposto alle richieste fatte lunedì dal sindaco di Perugia Wladimiro Boccali. Sul piatto Boccali ha riproposto temi già sviscerati in altre occasioni come un maggior potere di ordinanza dei sindaci, un «federalismo fiscale e demaniale vero», lo sblocco della partita sui beni demaniali della città da destinare a polizia e carabinieri (il ministro ha promesso l’attivazione a breve di un tavolo interministeriale) e organici delle forze dell’ordine adeguati e aumentati «in modo stabile». «Noi siamo l’avamposto dello Stato – ha detto Boccali – e vogliamo continuare ad esserlo. Non arretreremo dalle nostre responsabilità ma dobbiamo avere strumenti concreti per portare avanti il nostro compito». Il sindaco è poi tornato sui fatti dell’8 maggio parlando di eventi «drammatici e intollerabili per la nostra città: c’è bisogno di più attenzione e di uno sforzo straordinario che deve rimanere finché è necessario. L’organico delle forze dell’ordine deve essere adeguato a quello di una regione da un milione di abitanti frequentata ogni anno da milioni di turisti. Su questo fronte lo Stato non può arretrare e non devono esserci tentennamenti».

VIDEO: GLI INTERVENTI DI BOCCALI E CANCELLIERI

Forte contributo Cancellieri rispondendo a Boccali ha ricordato come «a Perugia abbiamo già dato un forte contributo con i reparti prevenzione crimine che stanno lavorando egregiamente. Si valuterà poi sulla base dello sviluppo della situazione. A questa regione e a questa città, così come a Terni, guardiamo con grande attenzione». Insomma, non è chiaro fino a quando i rinforzi rimarranno e se saranno stabili. Al tema della sicurezza viene poi intrecciato, nel corso della mattinata, quello della crisi economica: Leopoldo Di Girolamo, sindaco di Terni, parla dell’assottigliamento del ceto medio che fa aumentare il senso di insicurezza. Catiuscia Marini, presidente della Regione, sostiene che «si rischia di compromettere il lungo lavoro di integrazione fatto dalla società umbra». «Il Paese – spiega la Cancellieri – ha bisogno di porsi in modo nuovo, più adeguato ai tempi, e deve imparare a riformarsi. Concordo con Boccali: il momento è complesso e tutti devono fare sistema. Si deve ripartire dalla coesione popolare e dal ruolo del sindaco, interlocutore privilegiato del processo di riforma del Paese».

Il nuovo prefetto Nelle prime file, oltre ai parlamentari umbri e ai vertici delle forze dell’ordine, era presente anche il nuovo prefetto di Perugia Vincenzo Cardellicchio, una persona che il ministro Cancellieri conosce molto bene: «E’ un carissimo amico e collega» ha detto la responsabile dell’Interno. Una nomina che, vista la vicinanza di Cardellicchio al ministro, viene vista con favore anche da palazzo dei Priori. L’ultimo argomento trattato nel corso della mattinata, conclusa dal ministro con la visita alla mostra del Signorelli e allo stabilimento della Nestlé-Perugina, è quello dei profughi arrivati lo scorso anno in Umbria dopo la cosiddetta «primavera araba». «Le nostre comunità – ha ricordato Boccali – si sono fatte carico dell’ospitalità ma ora non vanno lasciate sole». «Entro la fine dell’anno – ha risposto il ministro – l’emergenza dovrà cessare ma manterremo gli impegni».

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