di F.T.
Anche a Terni il progetto “Dragone”, messo in campo dal servizio centrale operativo della polizia di Stato, ha permesso di far luce sulla realtà dell’immigrazione e su alcuni reati commessi da cittadini di nazionalità cinese.
In provincia risultano regolarmente residenti 394 cittadini cinesi di cui 233 in possesso di permesso di soggiorno per motivi di lavoro subordinato e 59 per motivi commerciali o di lavoro autonomo. La prima sezione della squadra mobile, in collaborazione con l’ufficio immigrazione e il personale della Asl4, ha controllato cinque attività commerciali, riscontrando solo alcune violazioni di natura amministrativa, come ad esempio merce priva della prescritta etichettatura. Gli agenti non hanno comunque registrato violazioni di natura penale.
Nell’ambito di “progetto Dragone” gli investigatori ternani hanno segnalato all’autorità giudiziaria una donna cinese ritenuta responsabile di sfruttamento della prostituzione ai danni di una sua connazionale.
Il progetto “Dragone” si è sviluppato dal 1° marzo al 30 giugno, toccando tutte le questure italiane. Cinquanta gli arresti totali in ambito nazionale, di cui 33 per sfruttamento della prostituzione. Sono 445 le persone indagate in stato di libertà: 152 per sfruttamento dell’immigrazione clandestina, 126 per sfruttamento della prostituzione, 8 per la detenzione di sostanze stupefacenti. La polizia ha anche sequestrato 29 immobili in cui veniva esercitata attività di prostituzione.

